GP Qatar F1: altro che le frenate della MotoGP

17/11/2021

 A Losail l’uso delle pinze monoblocco Brembo non presenta analogie con le moto. Per le auto stradali invece…

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Diciassette anni dopo la MotoGP, anche la Formula 1 debutta in Qatar. Il Losail International Circuit ha già però ospitato gare delle quattro ruote, dalla GP2 Asia al WTCC ma come è evidente nessuna auto ha raggiunto le velocità che toccheranno le monoposto di Formula 1, sia in rettilineo che in percorrenza di curva. 


Secondo i tecnici Brembo il Losail International Circui rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 2, il più basso delle piste del Medio Oriente. Per la MotoGP invece questo tracciato è considerato mediamente impegnativo per i freni. ​



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Pinze monoblocco, un’invenzione firmata Brembo​​​​

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Brembo realizza pinze freno in alluminio-litio a 6 pistoni (valore massimo stabilito dal regolamento) per 8 dei team del Mondiale 2021. Le pinze monoblocco sono state introdotte nelle competizioni proprio da Brembo, nella seconda metà degli anni Ottanta, sulle Ferrari F187/88C di Michele Alboreto e Gerhard Berger. 


Per la stagione 2021, ciascun team, in funzione delle esigenze specifiche della vettura, definisce insieme agli ingegneri Brembo il rapporto ottimale tra peso e rigidezza che dovranno avere le pinze freno. Per ciascuna scuderia lo sviluppo dell’impianto frenante avviene in maniera totalmente autonoma e separata, così da preservare i segreti industriali.


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Pinze con canalizzazioni interne anche per le auto stradali​


Dopo aver accertato in pista la bontà delle pinze monoblocco, Brembo le ha trasferite sulla produzione di serie che oggi caratterizzano le più prestigiose e diffuse vetture sportive. Una sfida ulteriore per i grandi quantitativi da realizzare e per la durata, pari all’intera vita della vettura richiesta alle pinze stradali. Una qualità che contraddistingue le pinze Brembo della famiglia B-M, progettate per chi desidera il massimo dalla propria automobile. 


Lavorate da un grezzo di alluminio fuso con un processo di fusione con tecnologia 4D e con le canalizzazioni del fluido interne, anziché le convenzionali connessioni a tubo rigido esterno, queste pinze garantiscono una eccezionale rigidità e deformazione. Grazie a questa tecnologia le caratteristiche tecniche delle B-M4, B-M6 e B-M8 sono simili a quelle delle pinze racing ricavate dal pieno o forgiate.


Dai un’occhiata a tutti i vantaggi dei sistemi frenanti B-M



 

 

 




Dalla 10 alla 16 tutta senza frenare​


A differenza della MotoGP, costretta a impiegare i freni in 12 delle 16 curve del Losail International Circuit, i piloti di Formula 1 se ne servono solo in 7 curve. Nella prima metà della pista però solo nella curva 5 le moto frenano e le monoposto no. Invece nella seconda parte la Formula 1 frena solo alle curve 10 e 16, mentre la MotoGP lo fa pure alle curve 9, 12, 14 e 15. 


Ne consegue un tempo di impiego sul giro dei freni di appena 8,7 secondi per la Formula contro i 34 secondi della MotoGP. Dalla partenza alla bandiera a scacchi l’impianto frenante opera per il 10,7 per cento sulle monoposto, a fronte del 30 per cento della MotoGP. Totalmente differenti anche le decelerazioni: solo una al giro superiore ai 110 km/h per la Formula 1, cinque per le moto. ​ ​


 






No, non è come la MotoGP​


Delle 7 frenate del Losail International Circuit nessuna è considerata altamente impegnativa per i freni, 4 sono di media difficoltà e 3 sono light. 


Rispetto alla MotoGP che vanta come frenata più dura quella alla prima curva, le monoposto entrano a velocità più che doppia (208 km/h contro i 98 km/h delle moto) e pertanto la frenata più tosta è un’altra, quella sesta curva: le auto passano da 258 km/h a 98 km/h in soli 2,47 secondi durante i quali percorrono 103 metri. In quel frangente i piloti sono soggetti a 4,2 g di decelerazione.

 


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