A che età si è troppo vecchi per vincere un rally?

07/02/2022

 Da Loeb a Sainz, da Auriol a Waldegard ma anche nomi meno noti: la top 10 dei vincitori più anziani nel Mondiale Rally

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Tre anni e mezzo dopo la sua ultima vittoria nel Mondiale, Sébastien Loeb è riuscito ad aggiungere l’ennesima perla alla sua incredibile carriera. Al debutto sia con la Ford Puma di M-Sport equipaggiata con freni Brembo che con la navigatrice Isabelle Galmiche si è aggiudicato il Rallye Automobile Monte Carlo, prima gara del Campionato del Mondo 2022, battendo per soli 10 secondi e mezzo Sébastien Ogier.


 

​La sua Ford Puma Rally 1 dispone di un motore 1.6 litri benzina che assicura una potenza di 380 Cv e una coppia massima di 420 Nm a cui si aggiunge un motore elettrico che permette di incrementare entrambi questi valori fino a superare i 500 Cv e i 500 Nm. L’impianto frenante Brembo è composto da una pinza a quattro pistoni per ruota con dischi da 370 mm raffreddati ad aria e ottimizzati per applicazioni asfalto.



 

Con questo trionfo Loeb è diventato il più anziano vincitore di un rally del Campionato del Mondo. Questa la Top 10 dei piloti più esperti che hanno conquistato una vittoria.​


 

10° posto Kenneth Eriksson: 41 anni e 83 giorni 


Lo svedese ha vinto 6 rally nel Mondiale: il primo nel 1987, l’ultimo dieci anni dopo in Nuova Zelanda con la Subaru Impreza WRC97. Nella gara del 1997 è passato in testa alla classifica alla undicesima speciale e ha conservato la leadership fino al traguardo. Con lui sul podio le Ford Escort WRC di Carlos Sainz e Juha Kankkunen, rispettivamente distanziate di 13 e 19 secondi ed entrambe con freni Brembo. ​


 

9° posto Carlos Sainz: 42 anni e 98 giorni 


Soprannominato il Matador, lo spagnolo ha vinto 2 Mondiali prima di dedicarsi ai rally raid (4 trionfi e 46 tappe vinte alla Dakar) dove, come nel mondiale rally, si è spesso affidato ai sistemi frenanti Brembo . L’ultimo successo nei rally l’ha ottenuto con la Citroën Xsara WRC in Argentina nel 2004 battendo la vettura gemella affidata a Sébastien Loeb di un minuto 32 secondi e 4 decimi. Con quel successo ha migliorato l’allora record di 25 vittorie di Colin McRae. ​


 

 

8° posto Ingvar Carlsson: 42 anni e 107 giorni 


Pur avendo corso 42 rally validi per il Mondiale, lo svedese è stato a lungo limitato dall’impiego di vetture private. Il suo destino è cambiato quando la Mazda ha creduto in lui, nel 1984. L’ha ripagata vincendo nel 1989 due rally, in Svezia e in Nuova Zelanda. Quest’ultima vittoria è maturata dopo quasi 7 ore di gara e con un vantaggio di 2 minuti e 42 secondi su Rod Millen, anch’egli con la 323 4WD. ​


 

7° posto Didier Auriol: 42 anni e 219 giorni 


L’iridato 1994 con la Toyota si è tolto l’ultima soddisfazione nel Rally Catalunya 2001 con la Peugeot 206 WRC: 23 secondi e 2 decimi il suo margine sul compagno di squadra Gilles Panizzi, sufficienti a garantirgli la ventesima vittoria in carriera. Per conquistarla gli sono bastate 4 speciali vinte, la metà di Philippe Bugalski che però ha perso diversi minuti per una serie di problemi alla sua auto. ​


 

 

 

6° posto Kenjiro Shinozuka: 44 anni e 13 giorni 


A differenza di Sainz, anche il giapponese ha gareggiato per anni nei Rally e alla Dakar, ma l’ha fatto in contemporanea e sempre con la Mitsubishi. Con la Galant VR-4 ha vinto due edizioni del Rally Costa Avorio, le ultime inserite nel calendario del Mondiale: nel 1991 con oltre 2 ore di vantaggio sul secondo mentre l’anno dopo si è accontentato di precedere Bruno Thiry di un’ora 23 minuti e 18 secondi. ​


 

5° posto Joginder Singh: 44 anni e 70 giorni 


Il kenyota ha limitato le sue apparizioni nel Mondiale al Safari Rally, corso ininterrottamente dal 1973 al 1980. Se l’è aggiudicato nel 1974 e nel 1976 con la Mitsubishi Lancer con freni Brembo in entrambe le circostanze, su distanze comprese tra i 5.200 e i 4.950 km per edizione. Nel 1976 ha battuto per 24 minuti il connazionale Robin Ulyate mentre terzo è giunto Andrew Cowan, garantendo così alla Mitsubishi una memorabile tripletta. ​


 

4° posto Pentti Airikkala: 44 anni e 80 giorni 


Il Mondiale del 1989 si chiude con il Rac Rally ma Miki Biasion e la Lancia (che in quegli anni costruisce la propria leggenda anche grazie ai freni Brembo) evitano la trasferta in Inghilterra essendo già aritmeticamente campioni. Delle 55 speciali 22 sono vinte dal finlandese con la Mitsubishi Galant VR-4 che però balza in testa alla classifica solo alla terz’ultima dopo un lungo inseguimento a Carlos Sainz. I guai dello spagnolo permettono ad Airikkala di vincere con un minuto e 28 secondi.


 

 

3° posto Hannu Mikkola: 44 anni e 331 giorni 


​Diciotto i rally iridati vinti dal finlandese in un arco di tempo di 13 anni, dal 1974 al 1987. Tutti gli ultimi 10 li conquista con l’Audi con cui è anche campione del mondo nel 1983. In apparenza il successo più facile con la Casa dei quattro anelli, almeno per il vantaggio finale, è il Safari Rally al volante della 200 Quattro: precede infatti Walter Rohrl di 17 minuti e 15 secondi e il terzo di oltre 51 minuti. ​


 

2° posto Bjorn Waldegard: 46 anni e 155 giorni 


Per 31 anni lo svedese è stato il più anziano vincitore di un rally del Mondiale. Infinita la sua carriera come dimostra il primo successo iridato, nel 1975 con la Lancia. L’ultimo nel 1990 al Safari con la Toyota Celica GT-Four. Partono in 59 ma arrivano al traguardo solo in 10 con Waldegard che sembra fare una gara a parte perché rifila 38 minuti al secondo, 2 ore e 47 al terzo e 4 ore e 20 al quarto.


 

1° posto Sébastien Loeb: 47 anni e 331 giorni


 

L’esordio delle nuove Rally1 è contrassegnato dal duello tra i due Sébastien. Ogier vince le prime 2 speciali, Loeb le successive 4 e balza al comando. Il connazionale reagisce prendendosi l’ottava e la decima: a quel punto i due sono appaiati in vetta. Con il successo nell’undicesima e buoni piazzamenti nelle seguenti Ogier va a dormire con 21 secondi da gestire. Loeb vince la quart’ultima ma perde tempo nella successiva. Sembra fatta per Ogier che però fora l’anteriore sinistra alla penultima speciale, cedendo in un colpo solo 34 secondi, poi risultati decisivi. Per Loeb è il successo numero 80 nel Mondiale, l’ottavo a Monte Carlo. 



 

 

 

 

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