ALONSO SUL PODIO DOPO 7 ANNI. MA NON E’ RECORD PER LA F.1

03/12/2021

 Anche a 40 anni, i campioni non perdono il tocco magico: Fernando Alonso è salito sul podio dopo 7 anni. Eppure c’è chi ha dovuto aspettare di più! Scopri tutti gli intervalli più lunghi tra un podio ed un altro.

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“Se tieni una cosa per sette anni, sei sicuro di trovare un uso per essa” ​​(Walter Scott) 


C​hissà se Fernando Alonso legge lo scrittore scozzese, autore del fortunato romanzo Ivanhoe. Forse dovrebbe iniziare a farlo dopo ciò che gli è accaduto al GP Qatar. Pur avendo realizzato il 5° posto in qualifica, è scattato dalla terza casella grazie alle penalizzazioni comminate a Valtteri Bottas e Max Verstappen che avevano fatto segnare un tempo inferiore al suo.

 


Con la grinta che lo contraddistingue, lo spagnolo ha guadagnato una posizione al via e anche dopo il sorpasso subito dall’olandese e la discesa al 7° posto per il pit stop non si è perso d’animo. Ritrovata la terza posizione al 41° giro non l’ha più mollata fino alla bandiera a scacchi, riassaporando quel podio che in Formula 1 gli mancava da tantissimo tempo, addirittura sette anni. 


Non che nel frattempo l’asturiano sia rimasto con le mani in mano perché nel biennio 2018-2019 si è tolto lo sfizio di vincere due edizioni della 24 Ore Le Mans, una 24 Ore Daytona e un Mondiale Endurance. Meno fortunate le sue partecipazioni alla 500 Miglia Indianapolis dove è rimasto al comando per 27 giri pur essendo al debutto prima di essere costretto al ritiro e al Dakar Rally 2020, in cui è giunto 13°. 


Tutto ciò ha dimostrato che malgrado i 40 anni – festeggiati il 29 luglio – la sua tecnica di guida non si è appannata, così come non gli è venuta meno la fame di risultati. E proprio contando su questi elementi, oltre che sulla sua esperienza, l’Alpine F1 Team l’ha messo sotto contratto, proponendogli di tornare in Formula 1 dopo aver saltato gli ultimi tre campionati.

Eppure, il suo ritorno sul podio della Formula 1 a sette anni di distanza dall’ultima volta non costituisce un record per il campionato iridato. Questa la classifica dei piloti che hanno dovuto aspettare di più per tornare sul podio, in ordine crescente di tempo.


 

 

5° posto Jim Rathmann: 5 anni esatti 


Lo statunitense ha corso in Formula 1 solo alla 500 Miglia Indianapolis che negli anni Cinquanta faceva parte del Mondiale. Nel 1952 è giunto 2° con la Kurtis Kraft ma staccato di oltre 4 minuti dal vincitore. Nelle edizioni seguenti è stato 7°, 20°, 14° e nuovamente 20° prima di tornare sul podio, nel 1957: ci è riuscito con la Epperly, restando al comando fino al 134° giro prima di essere scavalcato da Sam Hanks che con una vettura gemella l’ha battuto di 21 secondi.


 

5° posto Eddie Cheever: 5 anni esatti


 

Stesso intervallo di tempo per l’altro statunitense che però ha passato la sua infanzia in Europa. Dal 1982 al 1983 è salito 7 volte sul podio, prima con la Ligier poi con la Renault, ma dopo il GP Italia 1983 in cui è arrivato 3° dietro Nelson Piquet e René Arnoux non ha più avuto fortuna. L’ha ritrovata di nuovo a Monza, nel 1988, con un altro 3° posto ma con la Arrows alle spalle delle due Ferrari grazie anche all’incidente di Ayrton Senna con l’invincibile McLaren MP4/4 in fase di doppiaggio.



 

 

4° posto Mario Andretti: 5 anni 5 mesi 23 giorni ​



 

Rispetto a Cheever, ha compiuto il cammino inverso: nato in Istria che ai tempi era parte del territorio italiano e oggi risulta invece in Croazia, si è trasferito adolescente negli Usa. In F.1 ha debuttato nel 1968, andando a podio nel GP Spagna 1970 con la March e vincendo il GP SudAfrica 1971 con la Ferrari. Ma poi, complice anche l’impegno nelle gare in America, non si è più ripetuto. È riuscito a tornare sul podio al GP Olanda 1976, concludendo in terza posizione a 2 secondi da James Hunt.



 

 

​3° posto Michael Schumacher: 5 anni 8 mesi 23 giorni ​



 

​Il sette volte campione del mondo ha lasciato la F.1 a fine 2006 con una miriade di record, incluso quello dei podi: il 154° l’ha ottenuto vincendo il GP Cina 2006 con la Ferrari precedendo le due Renault. La nostalgia delle gare l’ha portato al rientro nel 2010 con la Mercedes ma ha dovuto attendere 2 anni e mezzo per tornare a spruzzare champagne: l’impresa gli è riuscita al GP Europa 2012, a Valencia, con una rimonta dal 6° posto del terzultimo giro al 3° alla bandiera a scacchi.



 

 

​2° posto Fernando Alonso: 7 anni 3 mesi 25 giorni 


A differenza del tedesco, lo spagnolo ha lasciato la F.1 deluso dai risultati del quadriennio 2015-2018 con la McLaren in cui non ha mai fatto meglio del 5° posto. Il suo ultimo podio risaliva al GP Ungheria 2014, portato a termine al 2° posto con la Ferrari. Il 98° podio è invece il 3° posto nel GP Qatar 2021 con l’Alpine Renault al termine del quale ha commentato: «Essere sul podio con Hamilton e Verstappen significa che non è stata una gara pazza, spero che non passino altri 7 anni». ​



 

 

1° posto Alexander Wurz: 7 anni 9 mesi 11 giorni



 

L’austriaco ha gareggiato in F.1 per quattro stagioni, più 3 GP nel 1997 e uno solo nel 2005. Ma proprio quest’unica presenza gli ha permesso di interrompere l’astinenza. Il primo podio l’ha ottenuto al GP Gran Bretagna 1997 con la Benetton che l’ha schierato al posto di Gerhard Berger, reduce da un’operazione: 3° nel GP Gran Bretagna. Dal 2001 al 2005 è stato collaudatore McLaren che l’ha impiegato nel GP San Marino 2005 per rimpiazzare l’infortunato Juan Pablo Montoya. Wurz è 4° ma con la squalifica di Jenson Button per la vettura sottopeso è salito al 3° posto.



 

 

 

 

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