F1 Imola: 8 team su 10 con pinze monoblocco Brembo

13/04/2021

 Specifiche dei freni e loro uso all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari più contenuto bonus sulle pinze stradali

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Secondo i tecnici Brembo l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, un punto in meno rispetto all’Autodromo di Monza che ospita l’altra gara in Italia. 


Su questa pista le F.1 sono tornate a gareggiare lo scorso novembre dopo un’assenza di 14 anni. Con 19 curve e un brevissimo rettilineo d’arrivo (358 metri) il circuito è molto tecnico e presenta staccate veramente impegnative, oltre che di ogni tipo: non a caso Enzo Ferrari, a cui è stato intitolato insieme al figlio Dino, l’aveva definito un piccolo Nurburgring. ​



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​Pinze monoblocco, un’invenzione firmata Brembo​

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Brembo realizza pinze freno in alluminio-litio a 6 pistoni (valore massimo stabilito dal regolamento) per 8 dei team del Mondiale 2021. Le pinze monoblocco sono state introdotte nelle competizioni proprio da Brembo, nella seconda metà degli anni Ottanta, sulle Ferrari F187/88C di Michele Alboreto e Gerhard Berger. 


Per la stagione 2021, ciascun team, in funzione delle esigenze specifiche della vettura, definisce insieme agli ingegneri Brembo il rapporto ottimale tra peso e rigidezza che dovranno avere le pinze freno. Per ciascuna scuderia lo sviluppo dell’impianto frenante avviene in maniera totalmente autonoma e separata, così da preservare i segreti industriali. ​



 

 


​Pinze con canalizzazioni interne anche per le auto stradali​


Dopo aver accertato in pista la bontà delle pinze monoblocco, Brembo l’ha trasferito sulla produzione di serie che oggi caratterizzano le più prestigiose e diffuse vetture sportive. Una sfida ulteriore per i grandi quantitativi da realizzare e per la durata, pari all’intera vita della vettura richiesta alle pinze stradali. Una qualità che contraddistingue le pinze Brembo della famiglia B-M, progettate per chi desidera il massimo dalla propria automobile. 


Lavorate da un grezzo di alluminio fuso con un processo di fusione con tecnologia 4D e con le canalizzazioni del fluido interne, anziché le convenzionali connessioni a tubo rigido esterno, queste pinze garantiscono una eccezionale rigidità e deformazione. Grazie a questa tecnologia le caratteristiche tecniche delle B-M4, B-M6 e B-M8 sono simili a quelle delle pinze racing ricavate dal pieno o forgiate. ​


Dai un’occhiata a tutti i vantaggi dei sistemi frenanti B-M.​​



 

 

 




Per frenare bastano sempre meno di 100 metri​


Anche quest’anno, i piloti di F.1 dovrebbero utilizzare i freni per poco più di 9 secondi e mezzo al giro, equivalenti al 13 per cento della durata complessiva della gara. A Monza invece l’impiego è di 10,75 secondi al giro ma la sua pista si snoda per quasi 5,8 km mentre l’Autodromo di Imola supera appena i 4,9 km. 


Pur avendo 19 curve, i freni sono usati solo in 8 e in nessun caso per 1,9 o più secondi. Anche gli spazi di frenata non presentano valori superiori ai 95 metri. Elevati sono invece i carichi sul pedale del freno: dalla partenza alla bandiera a scacchi in media un pilota esercita un carico totale di quasi 58 tonnellate e mezzo, oltre 10 tonnellate in più del GP Bahrain. ​


 






Velocità dimezzata in 1,6 secondi ​


Delle 8 frenate del GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna 4 sono considerate altamente impegnative per i freni, 2 sono di media difficoltà e le 2 restanti sono light. 


La più dura per l’impianto frenante è quella alla Rivazza, la curva 17: le monoposto vi arrivano a 309 km/h e scendono a 145 km/h in soli 96 metri. Per riuscirci i piloti frenano per 1,62 secondi esercitando un carico di 137 kg sul pedale del freno ed affrontando una decelerazione di 5,6 g.

 

 


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