5 motivi per cui i freni Brembo sono scelti dalle migliori case motociclistiche al mondo.

11/10/2018

Da Aprilia a Suzuki, da Ducati ad Harley-Davidson, da Ktm a Triumph, da Mv Agusta a Bmw Motorrad, tutte utilizzano su più di un modello i componenti frenanti Brembo.

Per molti il marchio Brembo è indissolubilmente associato al mondo delle competizioni a due ruote. I team equipaggiati con impianti freno Brembo, infatti, dominano da anni i leggendari circuiti del Motomondiale e del Campionato Mondiale Superbike. Tuttavia per Brembo la soddisfazione più grande è riuscire a trasferire parte di quelle tecnologie e innovazioni nate per la pista, sulle moto guidate in strada tutti i giorni.

Per questo motivo Brembo offre una gamma completa di sistemi frenanti di primo impianto per tutte le principali tipologie di moto e per molti dei più prestigiosi costruttori europei, americani e giapponesi. Le innovazioni tecnologiche sviluppate e applicate nei massimi campionati motociclistici mondiali vengono costantemente trasferite nei prodotti Brembo montati sulle moto stradali più diffuse e guidate da milioni di motociclisti.

Ecco i motivi del primato della tecnologia e dell'esperienza del marchio italiano che rendono Brembo il marchio di sistemi frenanti preferito sia dai costruttori che dai motociclisti di tutto il mondo.


 

1) PRIMI CON L’ALLUMINIO

Tutto comincia con l’alluminio, un materiale dalle straordinarie doti in grado di coniugare leggerezza e rigidezza. Brembo è stata uno dei primi produttori al mondo di impianti frenanti ad aver realizzato le pinze freno (sia per auto che per moto) in alluminio.

Già nel 1972, agli albori dei sistemi frenanti a disco per motociclette, Brembo è tra i primi a proporre un impianto frenante a disco caratterizzato da un’innovativa pinza freni in alluminio.

L’impianto Brembo viene adottato prima da MotoGuzzi, quindi da Laverda e poi man mano da Ducati.

A quell’epoca l’Italia era il principale produttore europeo di motociclette e in pochi anni Brembo riuscì a conquistare un’esclusiva quasi totale, sia pure al prezzo di sforzi enormi dal punto di vista sia tecnico che produttivo.

 

Da allora le pinze Brembo in alluminio hanno fatto moltissima strada sia nelle competizioni che sulle moto stradali.
Hanno cambiato forma, numero di pistoni, finitura superficiale, colorazione, impostazione progettuale. Insomma si sono evolute ma sempre senza prescindere da questo materiale, l’allumino, che garantisce un mix perfetto di leggerezza e rigidezza, senza trascurare la possibilità di ottenere finiture superficiali pregevoli e accattivanti.

Maggior leggerezza significa migliori performance, sia in frenata che in accelerazione, miglior agilità nei cambi di direzione e minor consumo di carburante. Questo i motociclisti lo sanno bene.

Le variazioni, per un oggetto di queste dimensioni possono sembrare minime, ma non dobbiamo scordare che le pinze rientrano tra le masse non sospese: anche pochi etti in più aumentano gli spazi di frenata, rallentano l’accelerazione e rendono meno fluidi i cambi di direzione.


 
 

2) UNA LUNGA STORIA DI INNOVAZIONI RADICALI

Uno dei tratti distintivi nella storia dei freni Brembo in ambito motociclistico è la capacità di elaborare innovazione paradigmatiche (a volte talmente in anticipo sui tempi da non essere compresa appieno) in grado di rivoluzionare letteralmente i sistemi frenanti per motociclette.

Brembo è stata la prima a concepire e realizzare le pinze freno ad attacco radiale, la prima a pensare di realizzare una pinza in alluminio “lavorata dal pieno” rispetto ai tradizionali prodotti ottenuti per fusione, e persino la prima a realizzare pinze in alluminio monoblocco oltre che la prima a progettare pompe freno radiali.

La prima di queste innovazioni nasce alla fine degli anni 80 all’interno del reparto corse di Brembo come una sfida tra progettisti di prodotto da una parte e di processo dall’altra.

Grazie al suo DNA, fatto di propensione all’innovazione e alla ricerca di nuove sfide da vincere, Brembo è la prima azienda in assoluto a produrre un corpo pinza freno ricavato dal pieno.

È il 1983 e, dopo un duro lavoro di messa a punto, la prima pinza freno in 2 pezzi lavorata dal pieno per la F1 vede finalmente la luce.

Passano appena 4 anni e nel 1987 la particolare lavorazione "ricavata dal pieno" approda anche nel mondo delle 2 ruote per equipaggiare le moto dai team della classe 500. Oggi la lavorazione dal pieno è largamente impiegata nella realizzazione delle pinze Brembo, sia in due pezzi che monoblocco, rendendo disponibile a tutti gli appassionati la stessa tecnologia di lavorazione utilizzata per i prodotti destinati alla Moto GP.

Le pinze monoblocco Brembo, invece, sono rappresentative del massimo livello di performance raggiungibile da una pinza moto.

Dopo l’introduzione in Formula 1 nel 1988 della prima pinza monoblocco, verso la fine del 1992 Brembo dà alla luce, ancora una volta anticipando tutti, la prima pinza freno monoblocco per moto.  ​

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A portare al debutto in pista la pinza monoblocco per moto della storia sono le Honda di Mick Doohan e Darril Beattie e la Cagiva di Doug Chandler a Eastern Creek in Australia il 28 marzo 1993.

Una soluzione ancora una volta introdotta per la prima volta da Brembo grazie alla sua straordinaria capacità d’innovazione, un nuovo concetto di pinza freno capace di rivoluzionare, nel corso degli anni, i sistemi frenanti prima delle auto e poi delle moto. ​

La storia della pinza ad attacco radiale, invece, comincia nei primi anni 90 e, come tutte le idee rivoluzionarie e destinate a ribaltare il pensiero dominante, è costellata di difficoltà, diffidenze e anche piccole sconfitte. Ci vorranno addirittura parecchi anni per convincere i clienti della bontà di questa soluzione oggi adottata da tutte le moto di grossa cilindrata.

Allo stesso modo Brembo è protagonista dell’introduzione di quella che oggi conosciamo come pompa freno radiale. Una nuova soluzione che riduce gli ingombri ed è in grado di migliorare l'ergonomia del pilota, rendendone più efficace l’azione sulla leva.

La storia della pompa freno radiale comincia nel 1985, quando Brembo deposita il primo brevetto dell’idea destinata a rivoluzionare i sistemi frenanti.

Una storia che , dopo l’introduzione della prima pompa freno ad interasse variabile, la Brembo 19 RCS, continua sino ai giorni nostri con la recente commercializzazione della “Corsa Corta”, la prima pompa freno che consente la regolazione della corsa a vuoto della leva.

3) LA RICERCA CONTINUA

Ma in Brembo le innovazioni non sono mai abbastanza e non si smette di guardare avanti.
La propensione all'innovazione e gli eccellenti risultati ottenuti non sono dovuti a intuizioni nate dal caso o dalla fortuna. 
Sono figli dell'attitudine, della dedizione e della passione che spingono quotidianamente gli uomini Brembo a sfidare il limite, a esplorare possibilità che altri non prendono in considerazione, a trovare la soluzione a cui nessuno ha mai osato pensare.

C'è un segreto nell'abilità di Brembo nel realizzare impianti frenanti sempre più all'avanguardia, in grado di diventare, di volta in volta, standard di riferimento: ogni anno, l'azienda investe una quota sensibile del suo fatturato - il 5% - in Ricerca e Sviluppo, un'area che coinvolge il 10% dei suoi collaboratori.

È su queste fondamenta che nasce la capacità di Brembo di proporre nuove idee e nuove soluzioni, un'attitudine impressa nel dna aziendale, che si traduce in uno stretto scambio sinergico di conoscenze tra le diverse aree di business del Gruppo.

 

Quella di Brembo è una ricerca a tutto tondo, orientata a spostare il limite sempre più in là.

È una ricerca continua che non si limita allo sviluppo e alla messa a punto di sistemi frenanti dalle prestazioni sempre più elevate ma che comprende anche la sperimentazione di soluzioni rivoluzionarie in grado di migliorare il comfort o l'applicazione di un design capace di combinare funzionalità e bellezza.

Dieci, venti, cento brevetti registrati? Siamo su un altro pianeta: dalla sua fondazione, avvenuta poco più di cinquant'anni fa, Brembo ha depositato, finora, oltre 400 famiglie di brevetti, fondamentali per difendere la leadership tecnologica acquisita negli anni.


 

4) LEADER DEL DESIGN, MAESTRI DEL COLORE

La creatività italiana è apprezzata nel mondo per l'alto contenuto qualitativo, la cura dei dettagli e, non ultimo, la bellezza dei prodotti che sa generare.
È naturale, quindi, che Brembo, azienda italiana, sia stata la prima del suo settore a credere nell'importanza anche dell'estetica dei sistemi frenanti. Brembo conferisce forma e senso ai prodotti guidati dal design e dall'innovazione continua.

Perché la bellezza viene da sé, quando si usano i materiali giusti e le forme adeguate. Dopo anni di applicazione quotidiana trascorsi a conciliare performance e design nei propri prodotti è arrivato il riconoscimento più importante.

 

Nel 2004, infatti, per l'impianto frenante in carbonio ceramico per vetture da strada, Brembo vince il Compasso d'Oro, il più antico e prestigioso premio di design industriale al mondo. La ricerca della miglior performance e l'innovazione continua sono punti inamovibili della filosofia Brembo, ma anche l'occhio vuole la sua parte.

Brembo, però, sa che, quando abbini l'impiego dei materiali giusti a una particolare sensibilità verso il design e a una buona dose di intuizione, la bellezza viene da sé. Soprattutto se il design non è mai finalizzato a sé stesso ma è al servizio della funzionalità e della prestazione. Un altro elemento caratterizzante i sistemi frenanti Brembo è l’uso del colore.

Un bel colore allieta la vista ed appaga il cervello. Brembo, per prima a metà anni Ottanta, ha realizzato le prime pinze auto colorate. Un successo planetario che hanno fatto delle pinze rosse Brembo un vero e proprio marchio di fabbrica, sinonimo di sportività, performance e distintività. Questa pratica si è diffusa in seguito anche alle moto.

Le pinze Brembo sono realizzate in alluminio fuso e ossidato con colorazioni diverse (nero, oro, alluminio, titanio) e con una particolare cura del design che contribuisce a donare un look sempre molto accattivante alle moto equipaggiate.


 

5) UN MILIONE DI CHILOMETRI PER LA FRENATA PERFETTA.

Uno dei segreti del successo dei sistemi frenanti Brembo, e uno dei motivi per cui siamo i preferiti anche dalle migliori case motociclistiche, sta nel lungo e meticoloso processo di “testing” a cui vengono sottoposti.

Un impianto frenante, per essere perfetto, deve superare i test più severi, svolti in tutte le condizioni di utilizzo, anche le più estreme.

Si tratta di prove concepite per definire la qualità, le prestazioni e l'efficienza dei prodotti, svolte all'interno di laboratori perfettamente attrezzati, ma anche in strada e in pista.

Ogni anno, infatti, Brembo dedica circa 350.000 ore/uomo al testing al banco e circa 200.000 ore/uomo al testing su strada.

Brembo segue una rigorosa sequenza di test che prevede le prove ai banchi statici, i cicli di test ai banchi dinamici e quindi le prove su strada: tre step necessari a mettere alla prova gli impianti frenanti in condizioni d'uso simili a quelle reali.

 

 

Per tutti questi motivi che abbiamo appena elencato Brembo non solo è marchio di sistemi frenanti auto più amato dai motociclisti, come dimostra il primo posto di Brembo tra i sistemi frenanti preferiti nelle ultime dodici edizioni del sondaggio della rivista Motorrad, ma anche il marchio preferito dai più prestigiosi costruttori europei, americani e giapponesi.

Da Aprilia a Suzuki, da Ducati ad Harley-Davidson, da Ktm a Triumph, da Mv Agusta a Bmw Motorrad, tutte utilizzano su più di un modello i componenti frenanti Brembo. Persino i costruttori giapponesi come Kawasaki o Honda, da sempre fedele ai freni prodotti in Giappone, scelgono di avvalersi degli impianti Brembo per i rispettivi modelli al top delle prestazioni come l’Honda CBR 1000 RR o Kawasaki Ninja H2RR.

Ciascun tipo di motocicletta richiede un impianto frenante con caratteristiche specifiche e peculiari. Brembo progetta e realizza impianti frenanti di primo equipaggiamento specifici per le principali tipologie di moto in grado di offrire sempre il meglio a seconda delle condizioni d’impiego. 

 

Le tipologie meccaniche, le situazioni d’uso, le performance e, non ultimo, il design, rendono ogni modello di moto unico nel suo genere e rivolto a una ben specifica categoria di motociclista.

Anche l’impianto frenante deve rispondere in pieno alle specifiche esigenze del mezzo e di chi lo conduce. Brembo progetta e realizza ogni componente per offrire sempre le migliori performance, con il massimo di affidabilità e durata.

I dischi freno Brembo sono un punto di riferimento nella categoria per innovazione e qualità, le pinze sono all’avanguardia per design e prestazioni, le pompe mettono la tecnologia al servizio del comfort e dell’affidabilità.


 Per questo, le moto più prestigiose del mondo sono equipaggiate con impianti Brembo.


 

 

 

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