Freni Brembo per le 5 moto più potenti al mondo

08/07/2019

 La Top 5 delle moto di serie più potenti al mondo che escono dalla fabbrica tutte con un impianto frenante Brembo

​​​​​​​​​​​​​​​Potente è bello. Quando si parla di moto, è inutile girarci in torno, i cavalli e la coppia hanno sempre un fascino irresistibile per gli appassionati. ​

Tuttavia potete avere la moto più potente al mondo ma a meno che non facciate solo gare di accelerazione i freni sono altrettanto importanti, oltre che per la sicurezza, anche per la performance. Lo sanno i piloti della MotoGP che non a caso dal 2016 si affidano all’unanimità agli impianti frenanti Brembo.​

Tutto il margine guadagnato in accelerazione grazie al motore può infatti dissolversi in presenza di un impianto frenante non all’altezza che potrebbe portare a un allungamento degli spazi di frenata. ​

Consapevoli di tutte queste criticità, le Case motociclistiche più importanti al mondo impiegano di serie sui loro modelli di punta gli impianti frenanti Brembo. Lo conferma la Top 5 delle moto di serie più potenti al mondo che escono tutte dalla fabbrica con un impianto frenante Brembo, adattato alle rispettive esigenze. ​

Un abbinamento che conferma le performance e l’affidabilità dei freni Brembo, anche quando sono alle prese con le moto più potenti al mondo. ​

Non ci resta che “salire in sella” per scoprire quali sono le cinque moto potenti sul mercato, e con che tipo di freni Brembo sono equipaggiate. ​​


 

 
 


 


 
  • 5° POSTO MV AGUSTA BRUTALE 1000 SERIE ORO (208 CAVALLI)

    ​Quando la Brutale esordì, ridefinì il senso del termine naked sportiva. L’introduzione della Brutale 1000 Serie Oro sposta l’asticella ancora più in alto, facendo tesoro dell’esperienza accumulata da MV Agusta nel Campionato Mondiale Superbike. Quest’edizione in 300 esemplari si contraddistingue per tanti particolari che ne hanno accresciuto la potenza e ridotto il peso: dai pistoni con segmenti a basso attrito all’albero motore inedito, dalla camera di combustione riprogettata ai cerchi in fibra di carbonio, e ancora gli elementi ricavati dal pieno. Il risultato finale è una moto con peso a secco di 184 kg e un motore da 208 Cv e coppia massima di 115 Nm a 9.300 giri/minuto. MV Agusta è tornata a far paura.​

    Al nuovo step evolutivo della naked più veloce al mondo hanno contribuito anche le soluzioni tecniche realizzate da Brembo, su tutte la pinza Stylema: rispetto alle pinze che l’hanno preceduta è stata asciugata intorno a pistoni e pastiglie, riducendo gli spazi interni occupati dal fluido freni, così che fosse più pronta nella risposta. Il tutto senza compromettere neppure minimamente la rigidezza della pinza stessa e quindi l’efficacia della frenata anche con uso intensivo. Sulla Brutale 1000 Serie Oro, la Stylema è accoppiata a dischi flottanti Brembo da 320 mm di diametro e 5 mm di spessore, l’ideale combinazione di potenza frenante e leggerezza, e a una pompa freno radiale, anch’essa Brembo 16/21.​

    (Getty Images)  
  • 4° POSTO BMW HP4 RACE*​ (215 CAVALLI)

    ​Presentata ad Eicma 2016 come concept bike, la HP4 Race è in seguito stata realizzata in un’edizione limitata a soli 750 esemplari. L’impiego di materiali nobili, la perfezione delle lavorazioni e l’utilizzo di componentistica di alto livello hanno permesso a BMW di realizzare una purosangue da corsa, senza compromessi. Uno dei suoi elementi distintivi è il telaio in carbonio in costruzione monoscocca dal peso di soli 7,8 kg. In carbonio sono anche la ruota anteriore e posteriore e la carena che cela un motore simile alle specifiche 6.2 e 7.2 del Campionato Mondiale Endurance e Campionato Mondiale Superbike. La potenza è di 215 Cv e la coppia massima di 120 Nm a 10.000 giri/minuto per 171 kg a serbatoio pieno. Danke BMW.​

    Per assicurare la massima qualità in frenata, Brembo ha attinto ai componenti racing più raffinati dei campionati più importanti: la pinza GP4-PR, i dischi in acciaio con tecnologia T-Drive e fascia frenante ribassata, le pastiglie racing Z04 e la pompa freno radiale ricavata dal pieno usata anche in Moto2. Derivate dalle pinze usate in MotoGP, le GP4-PR sono ricavate dal pieno e presentano 4 pistoni in titanio di diverso diametro (per mantenere un coefficiente di attrito costante) e guarnizioni sviluppate per moto da corsa. I dischi T-Drive della HP4 Race si distinguono per gli 8 perni a T che garantiscono una trasmissione della coppia frenante più efficiente, offrendo grande resistenza in condizioni di utilizzo estremo.

    *La BMW HP4 Race è una moto di serie realizzata in 750 esemplari non omologata per la strada e utilizzabile solo in pista. Dopo lunghe riflessioni abbiamo deciso di inserirla in questa classifica perché l’obiettivo della medesima è rendere conto degli impianti frenanti utilizzati dalle moto prodotte in serie più potenti al mondo ( e quindi escludendo prototipi o tirature limitate a poche decine di esemplari) indipendentemente dall’utilizzo in strada o in pista.​​

  • 3° POSTO APRILIA RSV4 1100 FACTORY (217 CAVALLI)

    ​Prima moto Aprilia equipaggiata con il motore V4 da 1078 cc, la RSV4 1100 Factory costituisce l’evoluzione della filosofia RSV4, la gamma premium nata dall’omonimo esemplare vincitore di 7 Campionati del Mondo Superbike. L’utilizzo delle alette in carbonio, del titanio per il terminale di scarico e dei cerchi forgiati in lega d’alluminio ha permesso agli ingegneri Aprilia di contenere la massa della moto sotto i 200 kg in ordine di marcia con il pieno di carburante. Grazie all’aumento dell’alesaggio rispetto alla V4 1000, a fasatura delle valvole di aspirazione ottimizzata e a rapporti del cambio più lunghi in quinta e sesta marcia, la potenza è di 217 Cv e la coppia massima di 122 Nm a 11.000 giri/minuto. Aprilia conferma il suo Dna racing.​

    Oltre che dal punto di vista motoristico, la RSV4 1100 Factory risulta evoluta anche come ciclistica, grazie all’associazione con Brembo. All’anteriore impiega un doppio disco flottante da 330 mm con pista frenante in acciaio inox e flangia in alluminio a 6 trascinamenti. Su di essi agiscono pinze Stylema monoblocco a fissaggio radiale a 4 pistoncini da 30 mm contrapposti. Queste presentano due nervature in rilievo che rivestono una duplice valenza: sono elementi strutturali ma anche di design a cui contribuisce anche la presa d’aria che si raccorda alla nervatura superiore grazie ai due spigoli. Marchiata Brembo è anche la pompa radiale così come la pinza posteriore a 2 pistoncini isolati da 32 mm.​

    (Getty Images)
  • 2° POSTO DUCATI PANIGALE V4 R (221 CAVALLI)

    ​Sviluppata in sinergia con Ducati Corse, la Panigale V4 R rivela la sua anima racing in ogni aspetto, dalle prestazioni del motore alla ciclistica, passando per il design aerodinamico. Battezzato Desmosedici Stradale R, il propulsore V4 a 90° dispone di un ordine di scoppi che le regala un sound simile alla Desmosedici MotoGP. Attraverso l’impiego di un nuovo albero motore forgiato in acciaio, pistoni in alluminio e bielle in titanio, la potenza è di 221 Cv e la coppia massima di 112 Nm a 11.500 giri/minuto. Al servizio della performance è anche la ciclistica, con il telaio Front Frame alleggerito sulle fiancate e la carena che assicura una maggiore penetrazione aerodinamica. E poi c’è l’elettronica da MotoGP, grazie alla quale vince nel Mondiale​ Superbike.

    ​L’esigenza di alleggerire la massa della Panigale V4 R, svuotandola di ogni grammo superfluo, ha coinvolto anche Brembo che ha sviluppato in esclusiva mondiale la pinza Stylema, in seguito impiegata come abbiamo visto anche per altre Case. Rispetto alle pinze che equipaggiavano le Ducati stradali precedenti, il peso è minore del 9 per cento, grazie alla riduzione delle dimensioni esterne e dell’altezza delle colonnette di fissaggio e al conseguente impiego di viti di fissaggio più corte di 5 mm. Da record anche i tempi di raffreddamento, grazie all’aumento delle aree di passaggio intorno ai pistoni. Queste pinze operano insieme ai dischi flottanti da 330 mm e ad una pompa radiale. Tutto Made in Brembo.​

    *In classifica dovrebbe esserci anche la Ducati Panigale V4 da 214,1 cavalli. Ma, per evitare moto della stessa famiglia e trattare più modelli differenti, presentiamo solo la migliore. Peraltro la Panigale V4 presenta le stesse specifiche frenanti della Panigale V4 R.​

    (Getty Images)
  • 1° POSTO KAWASAKI NINJA H2R (310 CAVALLI)

    ​Creata con la collaborazione di diverse divisioni di Kawasaki, la Ninja H2R si distingue dalle moto concorrenti per l’utilizzo del motore sovraalimentato, soluzione che andava di moda negli anni Ottanta e che sembrava accantonata definitivamente. Grazie ad una modifica al compressore che assicura una maggiore pressione di sovralimentazione, raggiunge l’incredibile potenza di 310 Cv che salgono a 326 Cv con l’airbox in pressione. Ma questo compressore, essendo stato sviluppato per l’occasione, esprime alti valori di efficienza con un’ampia gamma di regimi di rotazione del motore e velocità. La carenatura è in fibra di carbonio e al posto degli specchietti monta delle piccole ali. La numero uno.​

    Per domare una simile belva, Kawasaki ha scelto il meglio: una coppia di dischi semiflottanti da 330 mm di diametro e 5,5 mm di spessore e pinze Stylema, entrambe Brembo. Rispetto alla pur già ottima pinza M50 che equipaggiava le precedenti versioni della Ninja H2R, la Stylema in alluminio a 4 pistoni contrapposti (da 30 mm di diametro) offre un risparmio di peso (- 9% a parità di rigidezza), un miglior raffreddamento (la temperatura del fluido freni è ridotta fino al 10 per cento) e una costanza di prestazioni superiore. Per l’occasione Brembo ha anche sviluppato uno specifico materiale d’attrito per questa e altre Kawasaki del segmento Hypersport. ​

    *Al secondo posto di questa classifica dovrebbe esserci anche la Kawasaki Ninja H2 da 231 cavalli. Ma, per evitare moto della stessa famiglia e trattare più modelli differenti, presentiamo solo la migliore. Peraltro la Ninja H2 presenta le stesse specifiche frenanti della Ninja H2R.​

    (Getty Images)
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CONCLUSIONI 


 

Non conta esclusivamente quanta potenza ha la tua moto, ma anche quanto è adeguato il sistema frenante: non è un caso che tutti i 5 modelli più potenti al mondo non solo sono equipaggiati con freni Brembo ma anche con il top della tecnologia Brembo per le pinze di primo impianto (4 moto su 5 impiegano pinze Brembo Stylema mentre la BMW HP4 RACE si serve addirittura di una pinza di derivazione racing).​


 

E CHI È FUORI DALLA TOP 5?

Per tutti coloro che non sono cosi fortunati da disporre di tanta potenza (frenante) come nel caso dei proprietari delle 5 moto di cui vi abbiamo parlato, c’è sempre la possibilità di rimediare impiegando sulle proprie moto i prodotti della gamma Brembo High Performance.​

Sotto quest’ultimo termine vanno i prodotti Brembo che contando su questo straordinario patrimonio tecnico permettono di accrescere il carattere e le prestazioni della propria moto con componenti a prova di pista.​

La pompa freno radiale Brembo RCS “Corsa Corta”, ad esempio, permette di scegliere una frenata potente o modulabile a seconda delle condizioni della strada, del meteo, della propria sensibilità, del feeling che si desidera avere con la moto.​

Le linee SuperSport e T-Drive propongono dischi flottanti, composti da fasce frenanti in acciaio e campana in alluminio ricavata dal pieno: entrambi sono disponibili nelle stesse dimensioni dell’equipaggiamento originale o anche maggiorati. ​

 

 
 

Infine, per quanto concerne le pinze la gamma Brembo High Performance mette a disposizione dei motociclisti più esigenti diverse linee di pinze anteriori e posteriori. ​

Scopri quali prodotti Brembo sono disponibili per la tua moto e dove è possibile acquistarli.

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