A Portimao liquido Brembo alle stelle

19/04/2022

 Tutto quello che avresti voluto sapere sulle pompe freno Brembo per il GP Portogallo e la tua moto

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Dopo un poker di gare in Asia e America, la MotoGP sbarca in Europa per l’edizione numero 17 del GP Portogallo, la terza all’Algarve International Circuit. Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con il 100 per cento dei piloti del Mondiale MotoGP, l’Algarve International Circuit rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. 


In una scala da 1 a 6 si è meritato un indice di difficoltà di 3. I continui saliscendi che lo caratterizzano rendono difficile per i piloti calibrare le staccate, con il rischio di arrivare lunghi in discesa o di frenare troppo presto in salita. Risulta quindi fondamentale disporre di un’ottima pompa freno e di regolarla sulle proprie necessità.​





 

Zero attriti né torsioni con la pompa radiale Brembo per la MotoGP​

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La pompa radiale Brembo è adottata da tutti i 24 piloti della MotoGP. Con essa sia la forza delle dita sulla leva sia quella della leva stessa sul pistoncino agiscono nello stesso senso, ovvero radialmente rispetto al punto di ancoraggio della pompa sul manubrio senza generare attriti né torsioni. In tal modo non vi sono sprechi di energia. 


Brembo depositò nel lontano 1985 il primo brevetto della pompa radiale, nata per soddisfare le esigenze del racing, in particolare quella di un minor ingombro. L’anno dopo equipaggiò la Yamaha YZR OW di Eddie Lawson che proprio quell’anno si aggiudicò il Campionato del Mondo della classe 500.



 

 


Tecnologia MotoGP anche per le moto stradali​


Traendo ispirazione dalla lunga esperienza maturata in MotoGP, Brembo ha realizzato la pompa radiale R19RCS Corsa Corta, perfetta per chi guida la moto nel tempo libero, sia su strada che in pista. Una delle particolarità è la possibilità offerta al pilota di regolare la corsa a vuoto (cioè il bite point) su 3 diversi livelli. 


In altre parole, il guidatore può regolare la fase non attiva della frenata, decidendo il punto in cui il sistema frenante inizia a generare pressione, in funzione del proprio stile di guida o delle condizioni dell’asfalto o meteorologiche. Con la R19RCS Corsa Corta si può inoltre settare l’interasse di azionamento a beneficio del feeling del pilota che a seconda di asfalto, meteo e percorso può scegliere il setup che preferisce. 


Incuriosito? Scopri vantaggi e utilizzi della Brembo 19RCS Corsa Corta.​

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​Tutte all’inizio le staccate più dure ​​​​​​


In 10 delle 15 curve del tracciato lusitano i piloti della MotoGP utilizzano i freni per un valore complessivo sul giro di 32 secondi, pari al 33 per cento della durata della gara. Per la Superbike le staccate sono le medesime ma la durata differente: meno di 31 secondi al giro, equivalenti al 31 per cento del tempo totale della manche. 


Le tre frenate più dure del tracciato sono tutte comprese nelle prime 5 curve, anche se alla curva 13 la perdita di velocità, lo spazio e il tempo di frenata sono superiori alla curva 3: inferiori sono però la decelerazione e la pressione del liquido frenante Brembo. Dalla partenza alla bandiera a scacchi il carico totale sulla leva del freno supera di poco gli 8 quintali. ​


 


Liquido freni a 14,1 bar​​​ ​​​ ​​


Delle 10 frenate dell’Algarve International Circuit solo una è classificata come impegnativa per i freni, un’altra è di media difficoltà e le restanti 8 sono scarsamente impegnative. 


La staccata più dura per le MotoGP è la prima dopo il traguardo, complice un rettilineo di 969 metri: i prototipi passano da 336 km/h a 120 km/h in 4,7 secondi in cui percorrono 259 metri. Per riuscirci i piloti esercitano un carico di 4,7 kg sulla leva del freno e subiscono una decelerazione di 1,8 g mentre la pressione del liquido freno raggiunge i 14,1 bar. ​

 

           

E nei videogiochi?​​


Per affrontare la prima curva dell’Algarve International Circuit nel videogioco MotoGP serve attenzione per evitare di frenare troppo o di allungare esageratamente la staccata: si inizia a frenare quando finisce il muretto dei box, posto sulla destra. Trovandovi sulla sinistra, si può prendere come riferimento il gabbiotto rialzato dei commissari. Si scala fino in seconda e poi si punta all’interno, evitando di salire sul cordolo per non perdere trazione.



 

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