Quando 2 mm fanno vincere una gara di 24 ore

06/06/2022

 Brembo è sempre alla ricerca di un extra, grazie a una ricerca e a uno sviluppo continui. Questo vale sia per il primo impianto che per le competizioni.

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​Mai completamente soddisfatti, sempre alla ricerca di un extra, anche se i componenti frenanti Brembo rappresentano il punto di riferimento a livello mondiale, grazie ad investimenti continui in ricerca e sviluppo. Vale per la componentistica di primo impianto così come per l’upgrade, ma anche per le competizioni, in pista e off-road. 


Su asfalto le sfide più probanti sono rappresentate dalle gare endurance, perché un conto è essere efficaci ed affidabili in competizioni che durano poco più di 30 minuti, come le manche del Mondiale Superbike, un altro farlo nei Gran Premi della MotoGP da 40 ai 45 minuti e un altro ancora nell’endurance, le cui gare durano un minimo di 8 ore fino ad arrivare ad una giornata intera.


 

​L’ultimo tentativo di innalzamento dell’asticella ha riguardato proprio quest’ultima specialità, nonostante nel 2021 la pinza Endurance24 dotata di pastiglie Z03, dischi T-Drive e ​pompa radiale GP 19x18, tutti made in Brembo, abbiano equipaggiato la Suzuki GSX R-1000 che con Xavier Simeon, Sylvain Guintoli e Gregg Black ha vinto il Mondiale EWC, aggiudicandosi anche le due 24 ore corse in Francia. 


Esauriti i festeggiamenti, lo Yoshimura SERT Motul si è rimesso al lavoro per migliorare ancora il proprio pacchetto. Data per assodata l’affidabilità raggiunta dai componenti Brembo, così come la performance sulla singola frenata e la costanza di rendimento anche dopo diverse ore di utilizzo, era quindi​ alla ricerca di qualcosa che potesse incrementare il numero dei giri percorsi.


 

 

Maggiore è infatti la distanza accumulata in una gara endurance, minori sono le possibilità che i team concorrenti riescano a fare altrettanto o meglio, e quindi ad imporsi. Ma per fare più strada, come ben sa chi utilizza assiduamente la moto per viaggiare, bisogna ridurre il più possibile le soste, cioè farne meno e/o diminuire la loro durata. 


E qui è entrata in scena Brembo, mettendo in campo una serie di studi per individuare una soluzione che riducesse i tempi dei pit stop senza compromettere le qualità telaistiche delle moto. I freni rappresentano infatti masse non sospese e quindi minori sono le loro dimensioni, minore è l’incidenza negativa sulla frenata ma anche sull’accelerazione e sui cambi di direzione. 


D’altro canto però un impianto frenante sottodimensionato non sarebbe in grado di offrire tutta la potenza frenante di cui hanno bisogno queste moto: potrebbe infatti garantirlo solo per un ridotto numero di staccate perché poi la misura sottodimensionata di dischi e pinze porterebbe ad un surriscaldamento eccessivo, oppure il materiale d’attrito si consumerebbe completamente. ​







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Da questa apparente impasse Brembo ne è uscita con la nuova pinza GP4-Endurance, che ha esordito lo scorso aprile alla 45ᵃ edizione della 24 Ore Le Mans, prima gara stagionale del Mondiale FIM EWC, sulla Suzuki dello Yoshimura SERT Motul, su cui si sono alternati Black, Simeon e Sylvain Guintoli. I tre piloti alla fine hanno trionfato con un minuto, 45 secondi e 582 millesimi di vantaggio.

 

 

Un risultato dovuto al talento dei piloti, alle qualità velocistiche e telaistiche della GSX-R1000R, ma anche all’abilità dei meccanici e agli attributi della nuova pinza Brembo per le applicazioni Endurance, la quale ha permesso di ridurre il tempo di intervento ai box: nell’edizione 2021 della celebre gara di durata transalpina le pinze Brembo furono sostituite ogni sei ore, mentre la nuova nata ha permesso di effettuare il cambio dopo otto ore.


 

 

In termini pratici ciò significa che i set di pinze usati sono scesi da 4 a 3, con un ovvio beneficio di tempo, anche grazie ai radiatori in titanio per fissare le pastiglie ai pistoni. Tra l’altro proprio alla 24 Ore Le Mans del 2022, dopo nemmeno sei ore di gara, uno dei team della categoria principale ha perso tempo prezioso ai box per sostituire le pinze freno (non Brembo). Ne ha beneficiato lo Yoshimura SERT Motul per ridurre il suo distacco di oltre 25 secondi, gettando le basi per il successivo sorpasso. 


Tutto ciò è stato reso possibile dalla combinazione tra la nuova pastiglia e l’impiego delle alette di ventilazione posizionate lungo il corpo pinza e derivate dall’esperienza maturata nella classe regina del Mondiale. Le alette migliorano lo scambio termico dell’impianto frenante, contribuendo al suo raffreddamento, un plus importante nelle competizioni endurance. ​


 

 



Oltre che per le alette, la nuova pinza Brembo GP4-Endurance discende dall’omonimo modello impiegato in MotoGP e nel Mondiale Superbike: ricavata dal pieno partendo da un monoblocco di alluminio, dispone di quattro pistoni da 32 e 36 mm di diametro e presenta la finitura in nichelatura. 


Per affrontare 8 ore di frenate senza esitazione lo spessore delle pastiglie è stato maggiorato di 2 mm rispetto al modello precedente della pinza. Inoltre le pastiglie Z03 Endurance dispongono adesso anche di alette, sempre per migliorare il raffreddamento complessivo dell’intero impianto.


 

Aumentare anche solo di 2 ore l’utilizzo di una pinza rischiava infatti di compromettere le frenate durante la settima e l’ottava ora di ciascun terzo di gara. In altre parole, il guadagno per una sostituzione in meno della pinza avrebbe potuto avere ripercussioni pesanti su 6 ore di gara: settima e ottava, quindicesima e sedicesima, ventitreesima e ventiquattresima. 


Il gioco sembrava non valere la candela ma studiando nuovamente le dimensioni della pinza, rinnovata con l’apposizione di alette di raffreddamento sulla pinza e sulle pastiglie, Brembo è riuscita a combinare i benefici di una pastiglia più duratura, tenendo sotto controllo le temperature e senza incrementare in maniera significativa l’incidenza delle masse non sospese. ​


 

I vantaggi sono apparsi evidenti già in fase di calcolo e sono stati confermati da centinaia di ore di test, al banco e in pista, al termine dei quali è stata data l’autorizzazione all’uso alla 24 Ore Le Mans. Dell’azionamento si è occupata l’altra creatura Brembo, la pompa freno RMC billet GP 19x18. Ricavata dal pieno, è stata concepita e sviluppata per offrire il meglio, attraverso la massima prontezza e la linearità assoluta tra la forza applicata dai piloti sulla leva e la risposta dell’impianto.​


 

Oltre all’eccezionale performance in tutte le condizioni di utilizzo che si possono affrontare nell’endurance, dal caldo afoso alla pioggia passando per il fresco notturno, la pompa RMC billet GP si distingue per una regolazione della corsa a vuoto in linea con gli standard MotoGP, garantendo prestazioni al top e una costanza nella posizione della leva. Un’ulteriore surplus in gare in cui si alternano in sella tre piloti con esigenze e gusti differenti.


 

​L’ordine d’arrivo della 24 Ore transalpina ha confermato ancora una volta la capacità di Brembo di individuare una soluzione inedita laddove altri produttori preferivano crogiolarsi ne​llo status quo. Debuttando con un trionfo di questa portata, la pinza Brembo GP4-Endurance appare infatti destinata a diventata il nuovo standard della categoria, confermando ancora una volta la capacità di Brembo di solution provider.



 

 

 

 

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