Bentrovato Canada, ci mancavano le tue staccate

14/06/2022

 Tappe cruciali delle pinze Brembo per la Formula 1 e le ultime novità per chi ama i track day

​​​​​​Dopo due edizioni saltate per la pandemia, la Formula 1 torna in Canada sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve, della cui scomparsa ricorre quest’anno ricorre il 40° anniversario. La pista si trova sull’Isola di Notre-Dame, realizzata artificialmente nel 1965 sul fiume Saint Lawrence durante i lavori di costruzione della metropolitana di Montreal. 


Secondo i tecnici Brembo rientra nella categoria dei circuiti più impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4, identico al tracciato di Baku su cui si è corso la settimana scorsa. Le staccate, molte decise e ravvicinate, determinano una sollecitazione molto elevata dell’impianto frenante, con temperature d'esercizio elevatissime per dischi e pastiglie, mitigate comunque dalla presenza di alcuni lunghi rettilinei che danno un po’ di respiro ai componenti permettendo di raffreddarsi. ​



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Pinze Formula 1 ideate da Brembo​​​ ​​

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Il gruppo Brembo realizza pinze freno in lega d’alluminio per tutti i team del Mondiale 2022. Le pinze monoblocco sono state introdotte nelle competizioni proprio da Brembo, nella seconda metà degli anni Ottanta, sulle Ferrari F187/88C di Michele Alboreto e Gerhard Berger. 


Al 1982 invece risalgono le pinze Brembo ad attacco radiale a 4 pistoni, composte da due semi-pinze fuse in alluminio e accoppiate meccanicamente. Anch’esse furono utilizzate inizialmente dalla sola Ferrari e poi replicate per le altre squadre. In epoca moderna invece lo sviluppo dell’impianto frenante avviene in maniera totalmente autonoma e separata per ciascuna scuderia, così da preservare i segreti industriali. ​


 

 


Pinza Pista di nome e di fatto​​​​​​


Forte di 4 decenni di esperienza nelle competizioni e intuita la popolarità crescente dei track day, ovvero le giornate di guida in pista per i proprietari di veicoli ad alte prestazioni, Brembo ha dato alla luce una gamma di pinze forgiate dal design unico. Attraverso la famiglie di pinze Pista/FF, Brembo offre una soluzione altamente performante e facilmente installabile, assicurando la migliore risposta in frenata. 


Due le alternative disponibili: una pinza a 6 pistoni (FF6) e una a 4 pistoni (FF4). Entrambe sono caratterizzate da canalizzazioni interne per il passaggio del fluido e studiate per la migliore spurgabilità dell’impianto. Dispongono pure del sistema di sgancio rapido per la sostituzione delle pastiglie, utile per il cambio senza smontare la pinza. 


Sbircia tutte le caratteristiche delle pinze Pista.​





 

 
 




Una cinquina di decelerazioni​​​​


Al Circuit Gilles Villeneuve i piloti Formula 1 utilizzano i freni soltanto 7 volte, eppure ne hanno bisogno in tutte le prime 3 curve. L’impianto frenante è operativo per 13 secondi al giro, equivalenti al 18 per cento dell’intero Gran Premio. Addirittura 5 sono i punti del tracciato in cui la decelerazione massima raggiunge i 4,8 g. 


Dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascun pilota dovrebbe esercitare un carico totale superiore alle 67 tonnellate e mezzo sul pedale del freno. In 5 curve infatti il carico sfiora i 150 kg e in un’altra è di 137 kg. Ciò nonostante gli spazi di frenata non appaiono esagerati: 3 superano i 100 metri ma nessuno raggiunge i 110 metri.


 



148 kg per una staccata​


Delle 7 frenate del GP Canada 6 sono considerate altamente impegnative per i freni e la restante, la curva 2, è light. 


La più dura è quella alla curva 10 perché è l’unica in cui i piloti perdono 221 km/h con la staccata: passano da 284 km/h a 63 km/h in 2,47 secondi durante i quali percorrono 101 metri, grazie ad un carico sul pedale di 148 kg.

 

 

E nei videogiochi?​​

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A differenza dei piloti, chi si cimenta con il videogioco Formula 1 non ha smesso di divertirsi guidando a Montreal nell’ultimo triennio e pertanto è meno arrugginito. Per effettuare nel miglior modo la staccata alla decima curva bisogna porsi sul lato sinistro della pista. Si frena al cartello dei 100 metri e si scala fino in seconda, cercando di prendere la corda quando inizia il cordolo, ma senza salirci. Poi si allarga tutto, tenendo però presente che dopo l’uscita l’asfalto compie una piega a destra.




 

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