Ecco come sono cambiati i freni Brembo di Marquez dalla 125 al MotoGP

16/02/2017

Viaggio nei freni Brembo usati da Marquez nei 5 titoli mondiali vinti: le differenze e le analogie dal 2010 ad oggi.

​Potete amarlo od odiarlo, ma cinque Mondiali non si vincono per caso. Specie considerando che nella storia del Campionato del Mondo solo un pilota è riuscito a festeggiare la cinquina iridata prima di compiere i 24 anni.

Stiamo naturalmente parlando di Marc Marquez, campione del mondo della MotoGP per la terza volta in sole 4 stagioni disputate.

 

 

Così come per Valentino Rossi, anche tutti i trionfi di Marc Marquez hanno un minimo comune denominatore, l’impianto frenante Brembo.

Naturalmente con il variare delle categorie e delle moto impiegate sono cambiate anche le caratteristiche dei freni.
Ma tutte queste componenti sono uscite dagli impianti produttivi di Brembo Racing ( www.brembo.com ) situati alle porte di Bergamo, nel Nord Italia.


Addentriamoci quindi nell’analisi delle caratteristiche degli impianti con cui Marquez ha trionfato.

 

 
 

1) LE PINZE


Le pinze Brembo rappresentano il più importante punto in comune tra le 5 moto, anche se le loro caratteristiche sono differenti, fatta eccezione per la soluzione monoblocco all’anteriore e quella a due pezzi al posteriore.

La monoblocco anteriore permette di ottenere prestazioni ottimali sul versante della rigidezza dal freno solitamente più impiegato, cioè quello davanti. Invece la scelta dei 2 pezzi al posteriore discende da ragioni tecnologiche e dalla scarsa variazione di rigidezza rispetto alla monoblocco a causa della ridotta dimensione della pinza dietro.

Ciò che invece è cambiato per Marquez è il numero dei pistoni delle pinze e il loro posizionamento: con la Derbi con cui ha vinto il Mondiale 2010 impiegava 2 pistoncini sia sulla pinza anteriore radiale che su quella assiale posteriore.
La Suter con cui si è imposto due anni dopo si differenziava per i 4 pistoncini anteriori.

La Honda RC213V con cui ha fatto tripletta nella classe regina utilizza invece pinze radiali davanti e dietro, conservando però i 2 pistoncini posteriori. Fatta eccezione per le moto vincitrici del titolo nel 2013 e 2014 tutte le altre pinze sono realizzate in alluminio: nel biennio considerato invece era permesso l’alluminio-litio per l’anteriore.


 
 

2) I DISCHI


Per il contenimento dei costi i regolamenti della defunta 125 e della Moto2 proibivano l’impiego dei dischi in carbonio: per questa ragione, in occasione dei suoi primi 2 Mondiali vinti Marquez si è servito di dischi in acciaio Brembo con attacco a bussole .

Come è evidente le misure sono cresciute con l’aumentare della cilindrata: la Derbi impiegava dischi con un diametro di 218 mm all’anteriore e di 190 mm al posteriore.

La Suter si è giovata di dischi da 290 mm all’anteriore e di 218 mm al posteriore, di spessore superiore alle 125. I dischi anteriore della Honda MotoGP invece sono realizzati in carbonio e vantano un diametro di 320 mm, ma su alcuni tracciati la RC213V si serve di dischi da 340 mm. Come è evidente anche lo spessore è maggiore rispetto alle classi inferiori.


 

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3) LE PASTIGLIE

Tutte e 5 le moto con cui Marquez ha vinto il Mondiale hanno usato al posteriore pastiglie sinterizzate H38: questo è infatti il miglior materiale in termini di prestazioni senza arrivare ad essere aggressivo.
Per questa ragione la mescola è diversa rispetto all’anteriore dove si può osare di più, compatibilmente con il materiale costitutivo dei dischi. Ciò spiega perché la 125 e la Moto2 hanno optato per le Z04 sinterizzate mentre le MotoGP si sono servite delle pastiglie in carbonio.
Naturalmente queste ultime hanno subito numerose evoluzioni nel corso degli anni ma per evidenti questioni di riservatezza non possiamo addentrarci nei particolari.


 
 

4) LE POMPE FRENO


Oltre a fornire alle moto del Mondiale pinze, dischi e pastiglie, Brembo produce da anni anche le migliori pompe freno da competizione.
Realizzata sempre partendo da una billetta di alluminio, la pompa anteriore usata da Marquez ha cambiato dimensione del pistone solo una volta: sulla Derbi aveva un interasse di 16 mm.
Suter e Honda invece condividono l’interasse da 18 mm e hanno anche pistoni più grandi della Derbi.
Decisamente più significative le differenze riguardanti la pompa posteriore: in 125 Marquez ha usato una pompa realizzata tramite fusione, con serbatoio esterno, non integrato nel corpo della pompa.
La misura del pistone è rimasta identica anche in Moto2 ma la pompa presentava il serbatoio integrato nel corpo della pompa che veniva prodotta partendo da una billetta di alluminio. A queste due caratteristiche la MotoGP ha integrato una dimensione maggiore del pistone.


 

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