Antonio Cairoli vs Valentino Rossi: come cambiano i freni Brembo dal Cross alla MotoGP

11/09/2017

Non si vincono 9 Mondiali per caso. Ecco come i freni Brembo sono progettati per vincere sia nel mondiale cross che in MotoGP

Antonio Cairoli ce l’ha fatta: il pilota di Patti (Messina) ha conquistato il Campionato del Mondo 2017 della MxGP. Un trionfo meritatissimo per Tony che ha riportato l’Italia in cima al mondo dopo un biennio difficile.

Un’impresa che invece non è riuscita a Valentino Rossi, vittima di una caduta in allenamento. I due fenomeni hanno molti aspetti in comune ed altrettanti caratteri distintivi. Questi i più significativi:


 

1) Il palmares: entrambi hanno vinto 9 Campionati del Mondo, 7 dei quali nella classe regina.

Valentino Rossi è rimasto fedele ai freni Brembo fin dal suo esordio in 125, nel 1996, e li utilizza tutt’ora. Con 115 GP vinti e 9 Mondiali conquistati (1997, 1999, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2008 e 2009) è il pilota più vincente di sempre con i freni Brembo e il solo ad aver vinto il Campionato del Mondo di 125, 250, 500 e MotoGP.

Antonio Cairoli, invece, ha iniziato a usare i freni Brembo solo nel 2010, quando è salito sulla Ktm, e non li ha più mollati. Da allora ha vinto 54 GP e conquistato 6 Mondiali: nel 2010, 2011, 2012 e 2013 in Mx1, nel 2014 e 2017 in MxGP.


 

2) Le pinze: entrambi utilizzano da anni pinze freno Brembo in alluminio

Fatta eccezione per il materiale impiegato le pinze sono molto differenti, come è giusto che sia in considerazione della superficie e delle velocità raggiunte dalle due specialità.

Per affrontare staccate sull’asfalto ad oltre 300 km/h la Yamaha di Valentino Rossi necessita all’anteriore di due pinze Brembo a 4 pistoncini contrapposti ad attacco radiale, perfette sia per le prestazioni (da 300 km/h a 100 km/h in meno di 5 secondi) che per la modulabilità.

Naturalmente si tratta di pinze monoblocco ricavate dal pieno, soluzione che Brembo ha realizzato per la prima volta quasi 20 anni fa per le Aprilia 250 e poi trasferito alla classe 500.

Sui tracciati di motocross del Mondiale invece raramente si superano i 100 km/h e solo per pochi istanti quando le condizioni del terreno lo permettono. Alla potenza viene anteposta la modulabilità, indispensabile per controllare la moto anche in condizioni di scarsa aderenza.

Per questa ragione la Ktm di Antonio Cairoli impiega una singola pinza Brembo flottante con 2 pistoni da 24 mm. Rispetto alla pinza fissa questa soluzione consente di continuare la marcia anche in presenza di un disco che si è stortato, evenienza non così remota dopo una sassata, un contatto violento con un’altra moto o una caduta.

Utilizzando invece una pinza fissa in caso di piegatura del disco questi potrebbe incastrarsi con la pinza, portando al bloccaggio completo della ruota. Un’ulteriore elemento distintivo è l’apertura sul ponte della pinza Brembo usata da Antonio Cairoli: grazie a questa accortezza si evita l’accumularsi del fango all’interno della pinza che potrebbe ostacolare il perfetto scorrimento del disco all’interno della pinza stessa.

 

 

3) La pompa freno e la pompa frizione: entrambi utilizzano sia all’anteriore che la posteriore pompe freno Brembo e pompe frizioni Brembo.                    

Valentino Rossi e tutti i suoi colleghi della MotoGP utilizzano da anni pompe freno anteriori radiali che eliminano ogni possibile torsione nella direzione della trazione della leva. In altre parole tutta l’energia riversata sulla leva viene convogliata sull’impianto frenante senza alcuno spreco.

Il guadagno potrebbe sembrare minimo ma complessivamente dalla partenza alla bandiera a scacchi in media un pilota MotoGP esercita un carico complessivo sulla leva del freno superiore agli 11 quintali. Disperdere parte di questa energia obbligherebbe i piloti a fare ancora più forza per ottenere lo stesso risultato in frenata.

Raggiungendo velocità più contenute, Antonio Cairoli utilizza invece una pompa freno assiale anteriore con serbatoio integrato, pistone da 9 mm ed interasse da 19 mm. I suoi vantaggi sono la maggiore facilità d’uso, una solidità superiore e il minore spazio richiesto sulla moto. Per la guida di Cairoli e di tutti i piloti della MxGP è però molto più importante il funzionamento della pompa posteriore.

Antonio si serve di una pompa Brembo da 13 mm abbinata ad una pinza ricavata dal pieno con pistone da 26 mm. Quest’accoppiata gli permette di guadagnare direzionalità in ingresso curva, evitando nel contempo spiacevoli scivolate. Poiché entrambi hanno bisogno di partenze fulminee si affidano alle pompe frizione idrauliche Brembo: la vittoria si costruisce già nelle prime curve.

 

 

4) I dischi freno: entrambi utilizzano i copri disco per preservarne la funzionalità

Valentino Rossi si affida a dischi Brembo in carbonio fino a 340 mm di diametro: rispetto all’acciaio la leggerezza e le prestazioni sono nettamente superiori, anche se necessitano di essere portati ad almeno 300 gradi centigradi di temperatura per funzionare in maniera corretta.

Disponendo di una moto più leggera e che raggiunge velocità più contenute, Antonio Cairoli ha bisogno di dischi più piccoli (da 260 mm) e con fascia frenante in acciaio.

Entrambi utilizzano i copri disco per preservare la piena funzionalità dei dischi freni ma per ragioni differenti: Antonio Cairoli se ne serve abitualmente per evitare che fango e sabbia entrino in contatto con dischi e pastiglie cagionando un usura precoce del materiale d’attrito. Valentino Rossi invece li impiega con pista umida per impedire l’eccessivo raffreddamento dei dischi Brembo.


 

5) Il diverso percorso progettuale Brembo

Come abbiamo visto sino ad ora entrambi utilizzano sistemi frenanti Brembo, quello che cambia profondamente è l’approccio progettuale (diametralmente opposto diremmo) nei due casi.

L’impianto frenante utilizzato da Valentino Rossi è stato realizzato ad hoc per venire incontro alle sue esigenze ed è il frutto di sperimentazioni che si protraggono da anni. I suoi colleghi della MotoGP hanno tutti scelto liberamente di utilizzare anch’essi impianti Brembo con le stesse specifiche (dischi e pastiglie in carbonio, freni in acciaio, pompe freno radiali), anche se poi ciascuno lo adatta al suo stile di guida.

L’impianto frenante di Antonio Cairoli, invece, discende da quello che Brembo fornisce come primo impianto a Ktm e che equipaggia le moto acquistate nel concessionario. Partendo da quell’impianto frenante gli ingegneri Brembo hanno apportato opportune modifiche o integrazioni (con alcuni componenti racing come la pinza freno posteriore) al fine di renderlo adatto alle competizioni.

 

 

 

 

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