Rifiuti

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​La riduzione dei rifiuti​ 


In Brembo, il modello economico lineare “take-make-dispose” basato sull’accessibilità a grandi quantità di risorse è ormai superato. Al contrario, nell’accedere a materie prime di elevata qualità, dai costi sostenibili e nel rispetto dell’ambiente, il Gruppo si impegna a conservare il più a lungo possibile il valore delle risorse naturali, limitando il ricorso a nuove materie prime ed energia da fonti non rinnovabili nei processi produttivi, minimizzando la creazione di scarti e rifiuti. 


La tipicità di alcuni processi produttivi, quali ad esempio le fonderie di ghisa, sono un chiaro esempio di come questo concetto sia concretamente applicato nel mondo Brembo. Una fonderia si approvvigiona prevalentemente di materie prime di provenienza secondaria, quali gli sfridi e gli scarti di lavorazione delle lavorazioni meccaniche, contribuendo così alla circolarità del rifiuto. La verticalizzazione delle fabbriche Brembo è un esempio virtuoso di come la vicinanza della fonderia con lo stabilimento di lavorazione e assemblaggio, tipicamente coesistenti in un unico polo industriale, consenta nella maggior parte dei casi, l’immediato riutilizzo degli scarti di lavorazione nei forni fusori. Pertanto, è possibile affermare che per loro natura i processi produttivi Brembo si prestano perfettamente ad un modello “take-make-reuse”, su cui si basa un modello di sviluppo di economia circolare. La progressiva estensione della circolarità a tutti i processi produttivi è un’opportunità che Brembo intende cogliere per assicurare il continuo sviluppo del proprio business in equilibrio con l'ambiente. 


Nel corso del 2020, Brembo ha generato oltre 344.000 tonnellate di rifiuti, valore inferiore di circa il 10% rispetto a quanto prodotto nel 2019, riduzione dovuta prevalentemente a causa dei fermi impianti causati dalla pandemia, così come la distribuzione dei rifiuti tra pericolosi, rimasta a circa il 5% del totale, e di quelli non pericolosi, 95% del totale. ​


 

 

​Il processo di fusione della ghisa nel forno di Mapello​ 


Brembo è attiva sul tema dell’economia circolare con progetti che interessano sia il prodotto che il processo produttivo. Relativamente al processo produttivo, le aree di intervento mirano a ridurre la quantità di rifiuto generato così come la possibilità di riutilizzare i materiali di scarto autoprodotto o prodotto da terzi. 

Importante da evidenziare è l’avvio nel 2020 del progetto pilota che consiste nell’utilizzare le batterie alcaline esauste all’interno del processo di fusione della ghisa nel forno di Mapello. Uno dei principali elementi della lega della ghisa è il manganese, normalmente ottenuto aggiungendo nella ricetta la lega di ferro-manganese di origine primaria; lo stesso risultato è ottenuto utilizzando il manganese presente all’interno delle batterie alcaline esauste. 

Questo processo determina un vantaggio sia per l'ambiente, permettendo uno smaltimento sicuro e totale di un rifiuto altrimenti difficilmente recuperabile e allo stesso tempo riducendo l’impatto ambientale derivante dalla sostituzione degli additivi di fusione originariamente di provenienza primaria. 


Tra i principali benefici ottenuti ci sono stati: 

• Lo smaltimento delle batterie alcaline esauste 

• Nessuna variazione della qualità della ghisa prodotta 

• Nessuna variazione dell’impatto ambientale dello stabilimento 

• La riduzione dell’impatto ambientale del prodotto lungo l’intero ciclo di vita


 
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Brembo S.p.A. | P.IVA 00222620163

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