Salutati Toprak Razgatlioglu e Jonathan Rea, il Mondiale Superbike riparte dall’Australia per il quarto anno di fila. Anche nel 2026, come avviene dal 2022, sono 12 i round in calendario, ma solo uno fuori dall’Europa. L’eccezione è Phillip Island che ha già ospitato 34 round: dal primo impiego, nel 1990, solo nel 1993 e nel 2021 il Mondiale Superbike non vi ha fatto tappa. 
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I dati del gp

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con 12 dei 13 team del Mondiale Superbike, il Phillip Island GP Circuit da 4,445 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 1, identico ad Assen. Se si corresse sempre su queste due piste i team potrebbero utilizzare gli stessi dischi e pastiglie per molteplici round perché l’usura e le temperature raggiunte sono contenute. In Australia le frenate siano 7 per ogni giro ma nessuna appartiene alla categoria High.

La curva più dura

La curva più dura del Phillip Island GP Circuit per l’impianto frenante è la prima, intitolata a Mick Doohan che prima di diventare una leggenda della 500 si fece apprezzare in Superbike. Le Superbike scendono da 314 km/h a 198 km/h con una frenata di 3 secondi durante i quali percorrono 211 metri. Tirando la leva del freno con un carico di 3,5 kg i piloti subiscono una decelerazione di 1,5 g mentre la pressione del freno raggiunge i 7,4 bar.

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Il superstite

Con il passaggio di Razgatlioglu in MotoGP e il ritiro di Rea, diventato collaudatore Honda, l’unico pilota in pista ad aver vinto il Mondiale Superbike è Alvaro Bautista. Lo spagnolo ha interrotto l’astinenza Ducati che si protraeva dal 2011, regalandole il Mondiale nel 2022 e nel 2023, in sella alla Panigale V4 R, superando in entrambe le occasioni i 600 punti. In totale la Ducati si è aggiudicata 16 titoli Piloti e 21 Costruttori in Superbike, sempre e solo utilizzando i freni Brembo.

Due modelli di pompa posteriore

Alvaro Bautista è uno dei due piloti dotati quest’anno di freni Brembo a impiegare esclusivamente il freno posteriore tradizionale, ossia a pedale. Otto piloti del Mondiale Superbike 2026 utilizzano invece in aggiunta la pompa indice e 10 la pompa pollice. Quest’ultima nacque negli anni Novanta per aiutare Mick Doohan con il freno posteriore, ma oggigiorno molti piloti la utilizzano come una sorta di traction control: azionandola a centro curva, permette di restare vicini al punto di corda, raddrizzando la moto in maniera più rapida.

La pompa per tutti

Nata nel mondo delle competizioni, la pompa pollice è anche un prodotto Upgrade, acquistabile da tutti gli appassionati che amano girare in pista o che vogliono divertirsi su strada: applicata al semimanubrio sinistro, la pompa pollice RMC Brembo offre precisione, prestazioni e controllo senza precedenti. La pompa pollice RMC è adatta in situazioni in cui il pedale non può essere attivato a causa di angoli di piega estremi ed è disponibile con pistoncino a 11, a 13 e a 14.