A fine maggio si gareggiò al MotorLand di Aragon mentre adesso è la volta del Circuito de Jerez intitolato ad Angel Nieto. Il tracciato andaluso ha già ospitato 12 round, il primo nel 1990, ma non figura nel calendario provvisorio del 2027, anche se sono previste egualmente due tappe in Spagna.
I dati del gp
Secondo gli ingegneri Brembo che lavorano a stretto contatto con 13 dei 14 team del Mondiale Superbike, il Circuito de Jerez - Angel Nieto da 4,423 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4 in quanto i piloti utilizzano i freni 10 volte al giro per complessivi 27,7 secondi, pari al 29 per cento di ciascuna gara: 3 frenate sono della categoria High, 4 Medium e 3 Low.
La curva più dura del Circuito de Jerez per l’impianto frenante è la 6, intitolata a Dani Pedrosa: le Superbike scendono da 282 km/h a 68 km/h in 4,7 secondi in cui percorrono 206 metri mentre i piloti esercitano un carico sulla leva del freno di 5,5 kg. La decelerazione è di 1,5 g e la pressione del liquido freno Brembo raggiunge gli 11,7 bar.
Cinque pari
A Jerez nel Mondiale Superbike i piloti Ducati hanno vinto 17 gare e sono saliti sul podio 32 volte. Non a caso i più vincenti su questa pista sono i ducatisti Alvaro Bautista e Nicolò Bulega, entrambi 5 volte trionfatori. Tre sono invece i successi di Toprak Razgatlioglu, Jonathan Rea e Chaz Davies. Pertanto Bulega ha un’occasione ghiotta per prendersi il record in solitaria, staccando l’ex compagno di squadra, prima di fare le valigie e salpare direzione MotoGP.
Il liquido preferito
Oltre a pinze, dischi, pastiglie, pompe freno e pompe frizione, Brembo fornisce a quasi tutti i piloti della Superbike anche il fluido freni. La maggior parte propende per l’HTC64 che è contraddistinto da maggiore resistenza alle alte temperature ambientali ma da minore igroscopicità. Con quest’ultimo termine si intende la capacità di assorbire l’acqua (l’umidità) presente nell’atmosfera. Un solo team impiega talvolta il fluido LCF 600, il cui punto di ebollizione a secco è di 315°C a fronte dei 335°C dell’HTC64.
L'addio all'acciaio
Il round di Jerez verrà ricordato come l’ultimo con i dischi freno in acciaio. Dal 2027 infatti tutte le moto del Mondiale SBK utilizzeranno i dischi in carbonio ceramico Brembo con tecnologia Hyction. A differenza dell’acciaio, il nuovo materiale è stato pensato per offrire una maggiore consistenza, stabilità termica e durata nell’ampia varietà di condizioni che si presentano nel corso di una stagione.