Una settimana dopo lo spettacolare GP Brembo d’Italia che con 178.723 spettatori ha fatto registrare il record al Mugello, la MotoGP si sposta in un Paese che curiosamente presenta una bandiera con gli stessi colori del vessillo italiano: verde, bianco e rosso, solo che nel caso dell’Ungheria sono disposti orizzontalmente.
Sarà la quarta edizione del GP Ungheria, la prima in Primavera perché le altre andarono in scena da luglio a settembre.
I dati del GP
Secondo gli ingegneri Brembo che per l’11° anno di fila lavorano a stretto contatto con tutti i team della MotoGP, il Balaton Park Circuit da 4,075 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 6 presenta un indice di difficoltà di 3 pur avendo 10 frenate al giro per oltre 30 secondi e mezzo di impiego dell’impianto frenante: 5 frenate sono della categoria High e altrettante Light. Tuttavia le frenate High sono tutte separate tra loro da almeno 3 curve, il che facilita la riduzione delle temperature.
La curva più dura
La curva più dura del Balaton Park Circuit per l’impianto frenante è la 5: le MotoGP passano da 290 km/h a 72 km/h in 4,7 secondi in cui percorrono 205 metri mentre i piloti esercitano un carico sulla leva del freno di 6,4 kg, il terzo valore più alto dell’intero campionato. La decelerazione è di 1,5 g, la pressione del liquido freno Brembo raggiunge i 13,7 bar e la temperatura dei dischi in carbonio arriva a 740 °C.
Da paura!
In occasione delle FP2 del GP Brembo d’Italia di settimana scorsa Jorge Martin ha raggiunto i 368,6 km/h sul rettilineo principale del Mugello. Quel valore è stato bissato dal compagno di squadra Marco Bezzecchi nella Sprint. In quell’istante percorrevano 102,4 metri al secondo. Un valore esagerato che richiedeva una fiducia assoluta nell’impianto frenante Brembo delle loro Aprilia, il medesimo credito del rientrante Marc Marquez che al 19° giro di gara ha toccato con la Ducati i 366,1 km/h. Bentornato Marc.
La prima con Honda
Tutte le 3 edizioni del GP Ungheria finora disputate sono state vinte da moto dotate di freni Brembo: nel 1990 si impose la Honda con Mick Doohan, nel 1992 la Cagiva con Eddie Lawson e nel 2025 la Ducati con Marc Marquez. Il successo del 1990 fu peraltro il primo di una Honda nella classe 500 con i freni Brembo perché a differenza di Suzuki e Yamaha, solo da quella stagione la Casa dell’ala dorata iniziò a collaborare con Brembo. Da allora, complice la soddisfazione reciproca, il rapporto non si è più interrotto.
Le differenze con la WSBK
Il Balaton Park Circuit ha ospitato a inizio maggio il Campionato Mondiale Superbike: in tutte e 3 le gare vinte da Nicolò Bulega in sella alla Ducati le moto dotate di freni Brembo hanno monopolizzato le prime 10 posizioni. Il cannibale della stagione SBK usa dischi in acciaio da 338,5 mm di diametro e 6,5 mm di spessore, essendo bandito il carbonio. In MotoGP invece si impiegano dischi in carbonio da 320 mm, 340 mm e 355 mm a seconda dei tracciati e delle preferenze dei piloti, ma lo spessore è sempre di 8 mm.