Una settimana dopo il GP Francia la MotoGP torna in Spagna per il GP Catalunya. L’anno scorso si disputò a inizio settembre, pertanto le condizioni meteo e le temperature dell’asfalto potrebbero essere differenti.
In quell’occasione gli spettatori furono 187.086, il dato maggiore dal 2009. Questo è il 35° anno di fila che il Circuit de Barcelona-Catalunya ospita almeno GP ma nel 2024 fu anche teatro del GP Solidarietà a novembre.
I dati del GP
Secondo gli ingegneri Brembo che per l’11° anno di fila lavorano a stretto contatto con tutti i team della MotoGP, il Circuit de Barcelona-Catalunya da 4,657 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 6 vanta un indice di difficoltà di 5 complice la presenza di 9 frenate al giro per complessivi 29 secondi: 4 sono della categoria High, una è Medium e le altre 4 Light. I 6,3 kg di carico sulla leva del freno alla curva 10 costituiscono uno dei valori più alti dell’intero campionato.
La curva più dura
La curva più dura del Circuit de Barcelona-Catalunya per l’impianto frenante è la prima: le MotoGP passano da 341 km/h a 101 km/h in 4,9 secondi in cui percorrono 266 metri mentre i piloti esercitano un carico sulla leva del freno di 6,2 kg. La decelerazione è di 1,5 g, la pressione del liquido freno Brembo raggiunge i 13,2 bar e la temperatura dei dischi in carbonio arriva a 780 °C.
Da 2 a 4 cambia tutto
Quest’anno il Circuit de Barcelona-Catalunya ospita sia la MotoGP che la Formula 1, campionati in cui Brembo è presente da mezzo secolo. Peraltro Brembo è l’unico fornitore di freni per le due categorie ma gli impianti presentano filosofie costruttive differenti: per la MotoGP tutti i team dispongono della medesima pinza mentre per ogni monoposto viene progettata una pinza personalizzata, così che possa operare di concerto con le caratteristiche di ciascuna auto, offrendo il meglio in termini di potenza, leggerezza e ventilazione.
L'unico a fare tris
Valentino Rossi è l’unico pilota ad aver vinto il GP Catalunya nelle 3 classi che gareggiavano con le moto a due tempi: nel 1997 si impose con la Aprilia in 125 battendo per 6 secondi Kazuto Sakata. L’anno dopo il pesarese trionfò sempre con l’Aprilia ma nella 250 con quasi 4 secondi di vantaggio su Tetsuya Harada. Non contento concesse il bis in 250 nel 1999. Invece nel 2001 vinse la gara della 500 su Honda con 2,6 secondi di margine su Max Biaggi. In tutte e 4 queste occasioni Valentino Rossi si servì dell’impianto frenante Brembo.
La ventilazione delle MotoGP
Il GP Catalunya è uno dei pochi in cui hanno trionfato tutte le Case presenti oggi in MotoGP. Nel 2003 grazie a Loris Capirossi la Ducati ottenne il suo primo successo in MotoGP. La sua Desmosedici GP 03 disponeva di una carena forata nella parte anteriore, per mantenere sotto controllo la temperatura delle parti meccaniche. Ai tempi le potenze frenanti erano decisamente inferiori alle attuali (la velocità massima era di 35 km/h minore delle odierne) e quindi non era necessario raffreddare i freni. Negli ultimi anni invece il problema è diventato evidente e Brembo l’ha risolto con le alette sul corpo della pinza e sui dischi in carbonio.