Ultimo round stagionale nel continente asiatico per la MotoGP. Sono 22 le edizioni del GP Qatar disputate, anche se la MotoGP è scesa in pista 21 volte, saltando il 2020 per la pandemia.
Questa è però solo la seconda volta che si disputa in novembre: il precedente nel 2023 quando fu il penultimo GP dell’annata, mentre stavolta si tratta del terz’ultimo.
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I dati del GP
Secondo gli ingegneri Brembo che per l’11° anno di fila lavorano a stretto contatto con tutti i team della MotoGP, il Lusail International Circuit da 5,38 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 6 si è meritato un indice di difficoltà di 3 nonostante le 11 frenate al giro per complessivi 34 secondi: 3 frenate sono della categoria High, 4 Medium e 4 Low.
La curva più dura
La curva più dura del Lusail International Circuit per l’impianto frenante è la prima, per effetto del rettilineo di 1,068 km che lo precede: le MotoGP scendono da 337 km/h a 99 km/h grazie ad una staccata di 4,9 secondi durante i quali le moto percorrono 259 metri. Per effettuarla i piloti esercitano un carico di 5,6 kg sulla leva del freno Brembo, subendo una decelerazione di 1,5 g mentre la pressione dell’impianto frenante raggiunge i 12,1 bar e la temperatura dei dischi supera i 550 °C.
Sarà pareggio?
Sono 22 i GP della MotoGP disputati al Lusail International Circuit perché nel 2021 fu teatro anche del GP Doha. Dieci sono i successi della Yamaha che quest’anno potrebbe essere eguagliata dalla Ducati, mentre le 3 gare restanti sono state vinte dalla Honda. Peraltro, la Casa di Borgo Panigale si è aggiudicata le ultime 4 edizioni con 4 piloti differenti: Enea Bastianini nel 2022, Fabio Di Giannantonio nel 2023, Francesco Bagnaia nel 2024 e Marc Marquez nel 2025. Nemmeno a dirlo tutti questi 22 GP sono stati conquistati da moto con freni Brembo.
I dischi incandescenti
La partenza della gara della MotoGP alle ore 20 locali consente nelle staccate più dure di ammirare il rossore della circonferenza dei dischi in carbonio Brembo. È il risultato dell’incandescenza dei dischi, le cui temperature non sono però diverse da quelle raggiunte in altri tracciati. A fare la differenza è l’assenza di luce solare che sposta lo spettro di emissione verso lunghezze d’onda più corte, entrando nello spettro visibile per l’uomo.
La rivoluzione di 10 anni fa
Il GP Qatar 2016 fu il primo della storia in cui tutti i piloti della MotoGP in pista utilizzarono i freni Brembo. Quell’anno i piloti potevano optare tra due pinze in alluminio differenti: la light duty, progettata ed ottimizzata per l’utilizzo con pastiglie standard e la heavy duty concepita per l’impiego con pastiglie high mass. Sempre nel 2016 le MotoGP smisero di utilizzare le pinze in alluminio-litio perché erano state vietate dal regolamento.