Il mese di maggio si chiude con il 7° round della MotoGP, il Brembo Grand Prix of Italy. È il terzo anno di fila che il GP Italia ha come Title Sponsor Brembo, il cui logo campeggia sulle curve più iconiche del tracciato toscano, dalla San Donato all’Arrabbiata.
Oltre tutto quest’anno le due icone italiane sono accumunate da un cinquantenario: nel 1976 l’Autodromo Internazionale del Mugello ospitò infatti il primo GP e sempre nel 1976 i freni Brembo esordirono nel Mondiale della 500.
I dati del GP
Secondo gli ingegneri Brembo che per l’11° anno di fila lavorano a stretto contatto con tutti i team della MotoGP, l’Autodromo Internazionale del Mugello da 5,245 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 6 presenta un indice di difficoltà di 3 nonostante i freni siano impiegati 10 volte per complessivi 31 secondi al giro. Tuttavia solo 2 frenate sono della categoria Hard, 4 Medium e altrettante Light. Il carico sulla leva del freno per l’intera gara è contenuto, appena 814 kg per pilota.
La curva più dura
La curva più dura dell’Autodromo Internazionale del Mugello per l’impianto frenante è la prima: le MotoGP passano da 337 km/h (valore che aumenta in caso di scia) a 94 km/h in 5,4 secondi in cui percorrono 291 metri grazie al carico di 5,5 kg sulla leva del freno. La decelerazione è di 1,5 g, la pressione del liquido freno Brembo tocca gli 11,8 bar e la temperatura dei dischi in carbonio raggiunge i 740°C.
Uno, due, tre
Il GP Nazioni 1976 fu il 3° dell’annata: le 3 gare della classe 500 furono tutte vinte da Barry Sheene che mise una serie ipoteca sul titolo, anche perché il regolamento dell’epoca limitava il conteggio a 6 risultati. Oltre all’inglese si mise in luce il giovanissimo Marco Lucchinelli, in sella alla Suzuki del team Gallina: il ligure fu 3° in Francia e 2° in Austria ma si fece male nei test al Mugello. Il suo posto fu preso da Virginio Ferrari che al GP Nazioni fu 3°. Nelle sue prime 3 gare del Mondiale della classe regina il team Gallina conquistò quindi 3 podi.
Chi trova un amico trova un tesoro
Il team Gallina fu il primo ad impiegare i componenti frenanti Brembo nel Mondiale. Nel 1976 nel tentativo di migliorare la frenata della sua Suzuki RG 500 il titolare Roberto Gallina si recò in Brembo che già equipaggiava diverse delle moto stradali italiane più potenti dell’epoca. Per la Suzuki propose l’impiego di una pinza due pistoni da 38 mm, alleggerita con viti in titanio e asportazione del materiale nelle aree non critiche. Una scelta che diede subito buoni frutti e che rappresenta l’incipit di tutte le innovazioni Brembo sviluppate in seguito.
La volata del 2016
Dieci anni fa, all’Autodromo Internazionale del Mugello, Jorge Lorenzo sconfisse Marc Marquez per 19 millesimi con Andrea Iannone 3°: sul podio salirono Yamaha, Honda e Ducati ma non c’erano dubbi sui loro freni perché il 2016 fu il primo anno in cui tutti i team utilizzavano Brembo. Ai tempi avevano a disposizione una pinza light duty per l’uso con pastiglie standard e una pinza heavy duty per l’impiego con pastiglie high mass. I dischi in carbonio invece erano disponibili solo con diametro da 320 mm e da 340 mm.