10 punti chiave per comprendere meglio le differenze tra le due gare di durata più famose al mondo 

La 24 Ore di Daytona e la 24 Ore di Le Mans sono i due eventi motoristici di un giorno più rinomati al mondo, oltre a rappresentare le gare di durata più importanti nei rispettivi continenti. Il loro prestigio deriva da tradizioni consolidate nel tempo, dallo spettacolo che offrono e dal carattere iconico dei circuiti su cui si disputano.

 

Oltre all’azione in pista, entrambe le competizioni garantiscono un intrattenimento senza pari per gli spettatori: dalle sessioni di autografi con i piloti agli spettacoli pirotecnici, dalle visite ai musei a un’ampia varietà di proposte gastronomiche.

 

Brembo è ormai di casa in entrambe le gare: le vetture equipaggiate con pinze Brembo hanno vinto le ultime 21 edizioni di Le Mans, restando imbattute dal 2004. Una striscia straordinaria. E anche a Daytona — dove Brembo ha debuttato più tardi — i successi sono altrettanto significativi.

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1) Circuito

 

La 24 Ore di Le Mans si svolge sul Circuit de la Sarthe, situato nel nord-ovest della Francia. Inizialmente lungo 17,26 km, il tracciato è stato progressivamente accorciato, raggiungendo i 13,629 km nel 2018. Alcuni tratti sono costituiti da strade pubbliche normalmente aperte al traffico durante l’anno. Il circuito presenta 38 curve.
La 24 Ore di Daytona si disputa al Daytona International Speedway, in Florida. La gara di durata utilizza il tracciato Sports Car Course, una configurazione di 5,729 km che, dopo il traguardo, entra all’interno dell’ovale invece di proseguire verso la curva 1. Il percorso include 12 curve.

 

2) Velocità

 

Sabato 11 giugno 1988, alle 20:46, Roger Dorchy raggiunse i 405 km/h sul rettilineo di 6 km al volante della Peugeot WM P88 (Gruppo C). Si tratta tuttora della velocità massima più elevata mai registrata alla 24 Ore di Le Mans, un primato reso imbattibile dall’introduzione di due chicane sul rettilineo delle Hunaudières nel 1990.
Il record di velocità massima a Daytona è di 358,837 km/h, stabilito nel 2013 da Colin Braun su una Ford equipaggiata con un motore V6 da 3,5 litri. Tuttavia, sul tracciato della 24 Ore le velocità di punta sono inferiori: negli ultimi anni non hanno superato i 325 km/h.

3)  Tempo sul giro

 

Il record sul giro in gara alla 24 Ore di Le Mans è di 3:17.297, stabilito al quarto giro dell’edizione 2019 da Mike Conway sulla Toyota TS050 Hybrid, con una velocità media di 248,6 km/h. Il record sul giro in qualifica appartiene a Jackie Oliver, che nel 1971 fece segnare un tempo di 3:13,6 al volante della Porsche 917.  
Il record sul giro della 24 Ore di Daytona risale al 2024: in qualifica, Pipo Derani ha portato la Cadillac a un tempo di 1:32.656, con una media di 222,601 km/h. Nel 2022, Paul-Loup Chatin ha stabilito il record sul giro in gara con un 1:35.532 su Oreca 07, con una media di 215,900 km/h.

 

4)  Distanza percorsa

 

Grazie a velocità medie più elevate, le vetture alla 24 Ore di Le Mans percorrono distanze nettamente superiori. Il record è stato stabilito nel 2010 da Mike Rockenfeller, Timo Bernhard e Romain Dumas sull’Audi R15+ TDI, completando 397 giri, pari a 5.410,713 km.  
Alla 24 Ore di Daytona, le velocità inferiori e la lunghezza ridotta del tracciato rendono i sorpassi più difficili. Di conseguenza, la distanza totale percorsa è minore. Il record appartiene a Ryan Briscoe, Scott Dixon, Kamui Kobayashi e Renger Van der Zande, che nel 2020 hanno completato 833 giri sulla Cadillac DPi VR, equivalenti a 4.772,48 km.
 

5) Distacchi

 

Nonostante la lunghezza del giro, nell’edizione più recente della 24 Ore di Le Mans le prime quattro vetture hanno completato lo stesso numero di giri (387), mentre altre quattro hanno concluso a un solo giro di distanza. Nel 2024, ben nove vetture hanno tagliato il traguardo nello stesso giro del leader.
Nell’edizione 2025 della 24 Ore di Daytona, le prime tre vetture sono state separate da meno di cinque secondi. Nel 2024, cinque vetture hanno concluso nel giro di testa, quattro delle quali racchiuse in soli 16 secondi. Ancora più ridotto il margine nel 2023: appena 11 secondi hanno separato i primi quattro classificati.

 

6) Vetture al via

 

Alla 24 Ore di Le Mans possono partecipare fino a 62 vetture, inclusa l’innovativa iscrizione “Garage 56”, che corre fuori classifica. Per trovare un numero inferiore di partenti bisogna risalire al 2020, quando scesero in pista solo 59 vetture.
Sessantuno vetture si sono schierate al via della 24 Ore di Daytona 2025. Nel 2024 il gruppo era composto da 59 partecipanti, ma nel 2023 e nel 2022 il numero era tornato a 61. Ciò sembra confermare la ripresa dopo il periodo di flessione che aveva visto solo 49 vetture al via nel 2021 e appena 38 nel 2020.

7) Cambi al comando

 

Nell’ultima edizione della 24 Ore di Le Mans si sono verificati 65 cambi al comando. La Ferrari 499P guidata da Phil Hanson, Robert Kubica e Yifei Ye è stata in testa per 140 giri, mentre la vettura gemella di James Calado, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi ha condotto per 95 giri.  
La 24 Ore di Daytona è stata ancora più combattuta, con ben 76 cambi al comando tra le vetture della categoria GTP, e altrettanti in LMP2. In GTD PRO, ben 10 vetture diverse si sono avvicendate al comando, mentre in GTD sono state addirittura 17 le auto ad occupare almeno una volta la prima posizione.

 

8) Soste ai box

 

Nella 24 Ore di Le Mans 2025 sono state registrate complessivamente 1.901 soste ai box. Il team vincitore ha effettuato 32 soste, mentre la Porsche 963 classificata al secondo posto ne ha completata una in meno, facendo segnare il minor tempo totale trascorso ai box: 42 minuti e 6 secondi.  
Alla 24 Ore di Daytona 2024, la Porsche 963 vincitrice ha effettuato 32 soste ai box — una in meno rispetto alla Cadillac V Series R seconda classificata, arrivata al traguardo con un distacco di soli 2,112 secondi.

9)  Rotazione dei piloti

 

Alla 24 Ore di Le Mans ogni equipaggio è composto da un massimo di tre piloti. L’ultima vittoria ottenuta da una formazione a due piloti risale al 1984, con Henri Pescarolo e Klaus Ludwig sulla Porsche 956B. La prima vittoria di un trio avvenne nel 1965 con Masten Gregory, Ed Hugus e Jochen Rindt sulla Ferrari 250 LM.  
Alla 24 Ore di Daytona, la maggior parte dei team preferisce alternare quattro piloti. Tra i primi 15 classificati dell’edizione 2025, solo l’equipaggio vincitore e quello terzo classificato hanno schierato tre piloti. Nelle ultime 11 edizioni, un equipaggio a tre piloti ha vinto solo nel 2018 e nel 2025. In modo sorprendente, l’auto vincitrice del 1997 era affidata addirittura a sette piloti.

 

10) Periodi di neutralizzazione

 

Alla 24 Ore di Le Mans 2025 si è verificato un solo intervento della safety car, durato 39 minuti e 21 secondi a seguito dell’incidente di un’Oreca 07 Gibson. Inoltre, ci sono stati quattro periodi di full course yellow per un totale di 33 minuti e 39 secondi.  
Alla 24 Ore di Daytona 2022, i periodi di neutralizzazione sono stati 17, per un totale di 6 ore, 1 minuto e 5 secondi. La neutralizzazione più lunga è avvenuta a meno di tre ore dal via ed è durata 31 minuti e 55 secondi. Al contrario, nella mattinata del secondo giorno la gara si è svolta senza interruzioni per 4 ore e 53 minuti.
 

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Bonus: freni

Dopo aver messo in evidenza tutte queste differenze, vale la pena sottolineare l’elemento che accomuna le vetture vincitrici sia a Le Mans sia a Daytona: il sistema frenante. Uno dei suoi punti di forza risiede nelle pinze monoblocco Brembo in lega di alluminio-litio, ideali per ottenere un rapporto ottimale tra rigidità e peso e garantire prestazioni di frenata costanti dalla prima all’ultima curva.  


Le innovazioni Brembo nelle gare di durata includono anche lo sviluppo della tecnologia dei dischi in carbonio. Già nel 2001, Brembo permise all’Audi R8 del Team Joest — guidata da Frank Biela, Emanuele Pirro e Tom Kristensen — di vincere la gara senza sostituire neppure una volta dischi o pastiglie.

Un’altra innovazione Brembo è il sistema di fissaggio spline drive per l’accoppiamento della campana del freno all’anello d’attrito, introdotto nel 2008.  
Brembo ha inoltre ottimizzato le dimensioni di dischi e pastiglie, consentendo significative riduzioni di peso che contribuiscono a tempi sul giro più rapidi. La dimensione e la massa dei freni sono infatti cruciali non solo in frenata, ma anche in accelerazione e in curva, poiché fanno parte delle masse non sospese.