Partiremo dalle Moto, perché ogni cambiamento tecnico del mezzo ha imposto nuove sfide fisiche ai sistemi frenanti; passeremo poi ai Campioni, figure centrali nel nostro sviluppo, poiché il loro stile di guida unico è da sempre la scintilla che ci spinge a personalizzare ogni staccata. Esploreremo le Innovazioni che Brembo ha introdotto in questi 50 anni, per raccontarvi come la ricerca e l’innovazione continua sia stata la nostra risposta a prestazioni sempre più sfidanti; infine, racconteremo le Vittorie, intese come la prova del nove in pista del nostro costante impegno.
Ogni puntata sarà un tuffo nell’evoluzione della velocità, della tecnica e della performance perché dietro ogni staccata al limite c'è un mondo di intuizioni e test estremi che hanno permesso ai piloti di emozionarci, trasformando le loro frenate in step di un processo innovativo che arriva sino alle moto stradali.
Con la nascita del World Wide Web e l’introduzione del GSM, gli anni Novanta stravolgono l’esistenza del genere umano, moltiplicando le possibilità di comunicazione diretta e l’accesso alle informazioni. Tuttavia anche l’esperienza di guida dei motociclisti attuali deve molto a quel decennio, complice il gran lavoro compiuto da Brembo sui freni delle moto da corsa.
I freni Brembo avevano esordito nel Mondiale della classe 500 nel 1976, attraverso il team di Roberto Gallina, ansioso di perfezionare la frenata delle sue Suzuki. Attratti dall’affidabilità e dalla performance assicurata in quel periodo, negli anni Ottanta un numero maggiore di team si rivolge a Brembo, a partire dal team Agostini.
La formazione diretta dal 15 volte campione del mondo Giacomo Agostini è la prima a beneficiare dell’inedita pompa radiale Brembo. Se ne giova per conquistare 3 titoli Piloti della 500 con Eddie Lawson in sella alle Yamaha. Tuttavia è solo a partire dagli anni Novanta che Brembo diventa il freno di riferimento dei due Costruttori giapponesi più importanti.
Le moto degli anni 90
Così come negli anni Ottanta anche nei Novanta a dettare legge sono esclusivamente le moto nipponiche: 3 titoli per la Yamaha in apertura di decennio, quindi il trionfo Suzuki seguito dai 6 allori della Honda che dalla seconda metà degli anni Novanta diventa inavvicinabile dalla concorrenza, arrivando nel biennio 1997/1998 ad aggiudicarsi 22 GP consecutivi.
La prima regina è la Yamaha YZR500, campione del mondo nel 1990 (modello 0WC1), 1991 (modello 0WD3) e 1992 (0WE0) con Wayne Rainey: il primo esemplare dispone di una potenza di 155 Cv, ma è la seconda la vera rivoluzionaria grazie alle sospensioni a controllo elettronico, a cui la terza aggiunge 160 Cv di potenza e una migliore trazione ai bassi e medi regimi.
Nel 1993 è la volta della Suzuki con la scorbutica RGV500, poi sale in cattedra la Honda con la NSR 500 che beneficia di carburatori da oltre 39 mm di diametro. Il motore Screamer V4 (con angolo a 112 gradi) a due tempi arriva a fine decennio a toccare i 200 Cv di potenza a 12.000 giri al minuto a fronte di soli 130 kg di peso, il minimo regolamentare. Un’altra novità introdotta nel 1997 dalla Honda è il cambio utilizzabile in salita senza rilasciare il gas.
I campioni degli anni 90
Quattro sono i piloti che si laureano campioni del mondo della 500 negli anni Novanta ma ne basta uno solo all’Australia per superare il bottino degli Usa che a partire da metà decennio smettono di essere l’armata invincibile degli anni Ottanta: Mick Doohan conquista infatti 5 allori, per di più consecutivi, dal 1994 al 1998. Un’impresa riuscita in precedenza solo a Giacomo Agostini e bissata in seguito da Valentino Rossi.
La scuola statunitense paga l’infortunio di Wayne Rainey che dal 1990 al 1992 è il re della categoria. La sua serie pare destinata ad allungarsi nel 1993 ma a Misano, al terz’ultimo round, quando ha 11 punti di vantaggio su Kevin Schwantz cade e resta paralizzato. Il testimone passa al texano che corona il sogno di una carriera proprio nell’anno in cui è meno imperioso.
Dal 1994 ascende al trono Mick Doohan, trionfando con 3 GP ancora da disputare. Nel lustro 1994-1998 l’alfiere della Honda ottiene 44 successi e 61 podi in appena 71 GP, a dimostrazione di una supremazia schiacciante: emblematico il suo 1997 con 10 vittorie di fila e 12 stagionali, più 2 secondi posti, una marcia macchiata dalla caduta all’ultimo round, davanti al pubblico amico.
Il decennio si chiude con il primo titolo iridato della classe regina di un pilota spagnolo, nonché l’unico di sempre nella classe 500: Alex Criville si accontenta di 6 vittorie, condite da 14 piazzamenti nelle prime 6 posizioni, per conquistare l’agognato titolo. A guardare restano invece i piloti italiani, per la prima volta a secco di titoli in 500 in un intero decennio.
Brembo negli anni 90
Nel 1990 Honda utilizza per la prima volta i freni Brembo su insistenza di Mick Doohan che ne ha testato la bontà nel Mondiale Superbike. Una fiducia ripagata con gli interessi perché quando due anni dopo l’australiano si fa male ad Assen, rischiando l’amputazione del piede destro, Brembo sviluppa la pompa pollice per sopperire alle difficoltà di azionamento del freno posteriore. Con questa soluzione può infatti controllare il freno posteriore attraverso un comando posto sul manubrio.
Al 1998 risale invece l’introduzione della pinza ad attacchi radiali, ritenuta irrealizzabile da molti esperti del settore. Malgrado lo scetticismo, gli ingegneri Brembo non si perdono d’animo, convinti della maggiore rigidezza offerta dall’accoppiamento radiale, con conseguente minore deformazione. Fanno provare la nuova nata ai piloti Aprilia della 250 e la soddisfazione è unanime.
La pinza radiale diventa lo standard per le moto di Noale della quarto di litro e nel corso del 1999 viene impiegata pure nella classe 500 sulla Suzuki di Kenny Roberts Jr che la sdogana in classe regina, mostrandone gli innumerevoli benefici ai colleghi.
Le vittorie Brembo negli anni 90
Il 1990 riserva ai freni Brembo un’unica soddisfazione: Mick Doohan vince il GP Ungheria. Sarà la prima delle sue 54 vittorie nella classe 500, tutte servendosi di Brembo. L’anno dopo, per la prima volta nella sua storia, Brembo raggiunge la doppia cifra: conquista 10 successi stagionali ma nel 1992 si migliora ancora sfiorando l’en plein, con 12 vittorie su 13 GP disputati.
Il 1992 è anche l’anno dello storico primo trionfo – in Ungheria con Eddie Lawson – della Cagiva, seconda Casa italiana a vincere nella 500 con i freni Brembo dopo la Sanvenero. Il costruttore varesino concede il bis nel 1993 a Laguna Seca con John Kocinski che vince anche la gara inaugurale della stagione 1994, portandosi momentaneamente in testa alla classifica.
Dal 1994, trascinati da Doohan, i freni Brembo diventano insuperabili. L’eccezione è rappresentata dai piloti Suzuki che conquistano 2 GP nel 1994 e altrettanti nel 1995. Proprio il GP Germania 1995 costituisce l’ultima affermazione in classe regina di una moto priva di componenti frenanti Brembo: da allora il contatore indica 540 vittorie consecutive, nonostante diversi piloti della griglia, negli anni Novanta, usino freni di altre marche.
Il bilancio degli anni 90
Negli anni Novanta i freni Brembo contribuiscono alla vittoria di 115 GP, più del triplo del decennio precedente. Il mattatore è Mick Doohan con 54 successi. Più staccati Alex Criville con 14, Wayne Rainey con 13 e Luca Cadalora con 8. Ma il grande regalo che le competizioni fanno al mondo è la pinza ad attacchi radiali: debutterà su strada solo nel 2003 con l’Aprilia RSV Mille R ma oggi è onnipresente sulle supersportive e persino su naked e turistiche. Una componente a cui nessuno vuole più rinunciare.
La terza puntata del nostro viaggio si chiude qui. Vi aspettiamo alle prossime.