La MotoGP torna in Brasile dove il Mondiale fece tappa l’ultima volta nel 2004. Stavolta però si gareggia a Goiania, in un impianto che fu inaugurato il 28 luglio 1974 e che fu teatro delle prime 3 edizioni del GP di Brasile, dal 1987 al 1989 ma solo per 250 e 500.
La ristrutturazione, avviata nel 2013, è costata 240 milioni di real brasiliani (40 milioni di euro). Insieme a quelli di Caruaru e Londrina, è uno dei tre autodromi brasiliani intitolati ad Ayrton Senna.
I dati del GP
Secondo i tecnici Brembo che per l’11° anno di fila lavorano a stretto contatto con tutti i piloti della MotoGP, l’Autodromo Internacional de Goiania – Ayrton Senna da 3,835 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 6 si è meritato un indice di difficoltà di 4 nonostante ci siano solo 7 frenate al giro: 3 sono della categoria High, altrettante Medium e una Low. A parte una, le altre presentano tutte decelerazioni di almeno 1,3 g. In un giro i freni sono usati per una ventina di secondi.
La curva più dura
La curva più dura dell’Autodromo Internacional de Goiania – Ayrton Senna per l’impianto frenante è la prima, in cui la velocità crolla da 337 km/h a 117 km/h, grazie ad una frenata di 4,4 secondi. In quell’arco di tempo le MotoGP percorrono 259 metri mentre i piloti esercitano un carico sulla leva del freno di 5,6 kg e subiscono una decelerazione di 1,5 g. La pressione dell’impianto frenante raggiunge i 12 bar.
Il re brasiliano
Lo scorso novembre, a Valencia, Diogo Moreira ha conquistato il Mondiale della Moto2: il brasiliano è diventato il primo brasiliano a vincere un Campionato del mondo sotto l’egida della FIM. Ci è riuscito in sella alla Kalex dell’Italtrans Racing Team spinta dal motore Triumph e dotata di pinze alettate Brembo, derivate da quelle della MotoGP. Da diversi anni ormai tutti i team di Moto3 e Moto2 utilizzano pinze Brembo.
La gamma di dischi
Diogo Moreira ha debuttato in MotoGP con un 13° posto con la Honda del team LCR. Numerose le differenze rispetto alla Kalex che usava in Moto2, a partire dai dischi: in acciaio con diametro da 300 mm per la classe intermedia, in carbonio con diametri da 320, 340 e 355 mm per la classe regina. I dischi da 320 mm sono però utilizzati solo in piste scarsamente impegnative per i freni, così come i 355 mm sono consigliati nelle piste più toste. I dischi Brembo da 340 mm sono disponibili nelle varianti Ultra Light, Standard Mass, High Mass e Finned.
Ad Eddie bastava il 320
I freni Brembo hanno debuttato in classe regina nel 1976 ma la prima vittoria in Brasile risale al 1988: Eddie Lawson trionfò con 13 secondi di vantaggio in sella alla Yamaha del team di Giacomo Agostini dotata di dischi Brembo da 320 mm e pinze Brembo a 4 pistoni. Nel 1986 la YZR500 OW81 dell’americano era stata la prima ad utilizzare la pompa radiale Brembo, che nel giro di pochi anni divenne lo standard per le moto da corsa ed oggi è impiegata su tutte le moto stradali ad alte prestazioni.