Nel 2026 celebriamo un traguardo storico: cinquant’anni di presenza ininterrotta nella classe regina del Motomondiale. È un’avventura iniziata nel 1976, tra le nuvole di fumo dei motori a due tempi della 500, e arrivata oggi alla tecnologia estrema delle MotoGP aerodinamiche. Per onorare questo anniversario, abbiamo deciso di accompagnarvi in un viaggio diviso in sei tappe, una per ogni decennio di sfide e trionfi. In questa serie esclusiva, non ci limiteremo a elencare successi, ma analizzeremo il contesto di ogni epoca attraverso quattro elementi chiave.  

Partiremo dalle Moto, perché ogni cambiamento tecnico del mezzo ha imposto nuove sfide fisiche ai sistemi frenanti; passeremo poi ai Campioni, figure centrali nel nostro sviluppo, poiché il loro stile di guida unico è da sempre la scintilla che ci spinge a personalizzare ogni staccata. Esploreremo le Innovazioni che Brembo ha introdotto in questi 50 anni, per raccontarvi come la ricerca e l’innovazione continua sia stata la nostra risposta a prestazioni sempre più sfidanti; infine, racconteremo le Vittorie, intese come la prova del nove in pista del nostro costante impegno.

Ogni puntata sarà un tuffo nell’evoluzione della velocità, della tecnica e della performance perché dietro ogni staccata al limite c'è un mondo di intuizioni e test estremi che hanno permesso ai piloti di emozionarci, trasformando le loro frenate in step di un processo innovativo che arriva sino alle moto stradali.

Con la nascita del World Wide Web e l’introduzione del GSM, gli anni Novanta stravolgono l’esistenza del genere umano, moltiplicando le possibilità di comunicazione diretta e l’accesso alle informazioni. Tuttavia anche l’esperienza di guida dei motociclisti attuali deve molto a quel decennio, complice il gran lavoro compiuto da Brembo sui freni delle moto da corsa.

 

I freni Brembo avevano esordito nel Mondiale della classe 500 nel 1976, attraverso il team di Roberto Gallina, ansioso di perfezionare la frenata delle sue Suzuki. Attratti dall’affidabilità e dalla performance assicurata in quel periodo, negli anni Ottanta un numero maggiore di team si rivolge a Brembo, a partire dal team Agostini.

 

La formazione diretta dal 15 volte campione del mondo Giacomo Agostini è la prima a beneficiare dell’inedita pompa radiale Brembo. Se ne giova per conquistare 3 titoli Piloti della 500 con Eddie Lawson in sella alle Yamaha. Tuttavia è solo a partire dagli anni Novanta che Brembo diventa il freno di riferimento dei due Costruttori giapponesi più importanti.

Le moto degli anni 00

Il primo decennio degli anni Duemila registra un’alternanza in cima al mondo senza precedenti, con 4 diversi Costruttori che conquistano il titolo piloti della classe regina: nel 2000 si impone la Suzuki, poi sale in cattedra la Honda con 3 titoli consecutivi, quindi è la volta della Yamaha che ne vince 2. Nel 2006 torna campione la Honda, ma l’anno dopo è scalzata a sorpresa dalla Ducati, al primo alloro della sua storia in MotoGP. La decade si chiude con altri 2 titoli della Yamaha.

 

Nel 2000, a sorpresa, davanti a tutti c’è la Suzuki RGV500 che beneficia di una nuova ciclistica in cui svettano le sospensioni Ohlins e i freni Brembo, ma anche il motore viene migliorato, arrivando a garantire una potenza di 182,5 Cv. Le succede la Honda NSR 500, ma nel 2002 con la nascita della MotoGP debutta la RC211V contraddistinta dal motore a V a 5 cilindri che surclassa la concorrenza vincendo 11 dei primi 12 GP.

 

La Honda resta la moto da battere anche nel 2003 ma l’anno dopo con l’ingaggio di Valentino Rossi la Yamaha mette mano in maniera significativa sulla sua  YZR M1: viene introdotto l’albero crossplane che migliora la linearità dell’acceleratore, a cui si aggiunge un forcellone più lungo e un baricentro più basso. Con 4 titoli piloti vinti diventerà la moto del decennio.

Un’altra moto che contraddistingue quest’epoca è la Ducati Desmosedici GP07, la prima moto campione nell’era dei motori da 800 cc. Ha il telaio a traliccio, il motore V4 che ha funzione portante e la distribuzione desmodromica: nelle mani di Casey Stoner diventa una belva che annichilisce la concorrenza, complici le gomme Bridgestone.
 

I campioni degli anni 00

Così come negli anni Novanta, anche nella prima decade degli anni Duemila sono 4 i piloti che si laureano campioni del mondo della classe regina: gli Usa sono l’unica nazione a trionfare con 2 piloti, Kenny Roberts Jr nel 2000 e Nicky Hayden nel 2006, ma è il canto del cigno per la scuola a stelle e strisce che era reduce da un ventennio di dominio quasi incontrastato.

 

Torna a sventolare il tricolore grazie a Valentino Rossi che alimenta il suo mito conquistando 5 titoli consecutivi, dal 2001 al 2005. Vincendo il GP Valencia 2003 con la Honda e il GP SudAfrica 2004 con la Yamaha, il Dottore è anche l’unico ad aver vinto due GP consecutivi con 2 Costruttori differenti. Come se non bastasse, è anche l’unico iridato in classe regina con motori di 3 cilindrate: 500, 800 e 990 cc.

 

Nel 2007 però a fare la voce grossa è l’Australia con Casey Stoner che si aggiudica 10 GP e sale sul podio altre 4 volte, arrivando a totalizzare 367 punti. L’anno successivo tuttavia torna a farsi valere Valentino Rossi che si riprende anche il record di punti stagionali, fissando l’asticella a 373, oltre a beffare l’australiano con un sorpasso da cineteca al Cavatappi di Laguna Seca. Il numero 46 conclude gli anni zero vincendo anche l’ultimo titolo, il suo settimo in classe regina.  
 

Brembo negli anni 00

Nell’anno 2000, per la prima volta, una 500 dotata di pinze ad attacco radiale vince il Campionato del Mondo: a firmare l’impresa è la Suzuki che l’aveva già sperimentata con successo l’anno prima. La creazione di Brembo diventa l’oggetto del desiderio di tutti i team ufficiali e in poco tempo le pinze assiali scompaiono dai box, grazie alla maggior rigidità e le migliori performance delle pinze freno ad attacco radiale.

 

L’impennata delle potenze e della massa delle moto conseguente al passaggio dalla 500 alla MotoGP costringe gli ingegneri Brembo a effettuare nuovi calcoli per dimensionare in modo corretto l’impianto frenante, ma i risultati non mutano perché le frenate continuano ad essere ineccepibili e costanti dalla partenza alla bandiera a scacchi.

 

Dell’impianto frenante Brembo si avvale fin dal suo esordio in MotoGP, nel 2003, la Ducati. Rispetto ad Honda e Yamaha che vincono i campionati servendosi di dischi in carbonio da 310 mm e 314 mm di diametro, Stoner è campione con la GP07 con dischi Brembo in carbonio da 320 mm sui quali agiscono pinze in alluminio a quattro pistoni contrapposti.
 

Le vittorie Brembo negli anni 00

Nel primo decennio degli anni Duemila continua l’imbattibilità delle moto dotate di freni Brembo che era iniziata l’11 giugno 1995 con il successo di Mick Doohan al GP Italia. Per effetto di questa serie vincente la gara che chiude il campionato 2002, vinta da Alex Barros con la Honda del team Pons, regala a Brembo il 200° successo in classe regina.

 

La vittoria numero 300 porta invece la firma di Casey Stoner, al GP Australia 2008 con la Ducati Desmosedici GP08. Nello stesso anno l’australiano si aggiudica anche il primo GP disputato in notturna, in Qatar: un week-end doppiamente storico perché al debutto in MotoGP Jorge Lorenzo ottiene la pole position con la Yamaha M1, anch’egli con Brembo.

 

In totale sono 167 i GP disputati negli anni Zero del Duemila perché inizialmente le gare sono 16 all’anno, poi oscillano tra 17 e 18 grazie all’introduzione di nuove piste che portano alla ribalta Paesi che non erano mai stato teatro di GP: dalla Cina con Shanghai alla Turchia con Istanbul, oltre al citato Qatar con Losail. 

Sono 73 le vittorie Honda, unica Casa ad averne ottenuta almeno una a stagione negli anni Zero, 60 quelle Yamaha, 28 per la Ducati e 6 la Suzuki. Le sole a restare a secco sono la Kawasaki e l’Aprilia.
 

Il bilancio degli anni 00

Negli anni Zero del Duemila i freni Brembo contribuiscono alla vittoria di 167 GP, più del bottino degli anni Settanta, Ottanta e Novanta messi insieme. Il numero uno indiscusso è Valentino Rossi con 77 GP vinti: 44 con la Yamaha, dopo i primi 33 con la Honda. Secondo è Casey Stoner con 20 vittorie, terzo Sete Gibernau con 9, poi Dani Pedrosa e Loris Capirossi con 8 a testa.

 

La quarta puntata del nostro viaggio si chiude qui. Vi aspettiamo alle prossime.