La prima volta non si scorda mai, la centesima è il segno che si è sulla strada giusta, ma arrivare a quota 900 significa che la passione è rimasta la stessa delle origini, così come la voglia di mettersi in gioco, andando continuamente alla ricerca di nuove sfide in un’arena che non conosce eguali.
In occasione del Gran Premio di Miami 2006, Brembo ha tagliato un traguardo incredibile, raggiungendo i 900 Gran Premi in Formula 1 e condendo questo risultato con l’ennesimo successo: in totale sono 539 i GP conquistati da monoposto dotate di almeno un componente frenante Brembo, per una percentuale che sfiora il 60 per cento.
In pratica, quindi, dal 1975, anno del debutto di Brembo in Formula 1 con una piccola fornitura di dischi in ghisa per la Scuderia Ferrari, a oggi, ogni 10 Gran Premi disputati quasi 6 sono stati vinti da auto che, per i freni, si sono affidate a Brembo. Un valore impressionante per una competizione in cui si sfidano i migliori al mondo.
I fenomeni al volante
E proprio le leggende della Formula 1 dell’ultimo mezzo secolo hanno contribuito a questo bottino: in totale sono 44 i piloti che hanno conquistato almeno un Gran Premio con i freni Brembo.
La classifica è capeggiata da Michael Schumacher, che ha ottenuto tutti i suoi 91 trionfi con i freni Brembo: i primi 19 con la Benetton, dal 1992 al 1995, e i successivi 72 con la Ferrari, dal 1996 al 2006, aggiudicandosi 2 titoli mondiali con il team guidato da Flavio Briatore e 5 con la Scuderia di Maranello.
Secondo è Lewis Hamilton con 84 vittorie, a cui manca ancora la prima perla con la Ferrari per arricchire ulteriormente il suo mito. Terzo è Max Verstappen che, a soli 28 anni, vanta già 71 successi, di cui almeno uno a stagione da quando nel 2016 è approdato in Red Bull.
In quarta posizione c’è Sebastian Vettel con 53 vittorie e in quinta Ayrton Senna con 33.
Completano la Top 10 pluricampioni del mondo come Niki Lauda (13 vittorie), il primo iridato con Brembo nel 1975, e Fernando Alonso (11), ma anche chi ha conquistato un solo titolo come Nico Rosberg (23) e chi il Mondiale lo ha soltanto sfiorato, come Rubens Barrichello, Felipe Massa (11 a testa) e Gerhard Berger (10).
Le nazioni più vincenti
La Formula 1 frenata da Brembo è molto più democratica di quanto si possa pensare, perché i piloti vincitori di almeno un GP con Brembo appartengono a 17 Paesi differenti: la maggior parte sono europei, ma figurano anche nord e sudamericani, africani e persino australiani. All’appello mancano, al momento, soltanto i piloti asiatici.
La nazione più vincente è la Germania, i cui piloti hanno conquistato 169 GP dei 539 vinti complessivamente da Brembo. Ha superato quota cento anche il Regno Unito, con 107 successi, mentre grazie a Verstappen i Paesi Bassi (71) hanno scalzato il Brasile (58) dal podio. L’Austria resta quinta con 23, mentre Finlandia e Francia, entrambe a quota 20, sono vicinissime.
Quest’anno, grazie a Kimi Andrea Antonelli, si è rilanciata anche l’Italia: l’ultimo italiano a vincere un Gran Premio era stato Giancarlo Fisichella nel 2006, mentre in tempi più recenti il Principato di Monaco è passato da zero a otto vittorie grazie a Charles Leclerc.
I team di successo
Sorprendente è anche il numero dei team che hanno vinto almeno un Gran Premio con i freni Brembo: sono 15, anche se quasi la metà (7) non ha concesso il bis. Le ultime ad aggiungersi a questo elenco sono state Racing Point e AlphaTauri nel 2020, seguite da Alpine nel 2021. Chissà che presto non siano emulate da altri.
In vetta, in solitaria, c’è la Ferrari con 196 GP vinti, il che significa che circa quattro quinti del suo bottino in Formula 1 sono arrivati da quando utilizza i freni Brembo. Seconda è la Red Bull con 130 successi, terza la Mercedes con 125.
Meno presenti i team inglesi storicamente legati ad AP Racing, storica azienda britannica con sede a Coventry che sviluppa freni e frizioni per numerosi team di Formula 1 (e non solo), entrata a far parte del Gruppo Brembo nel 2000 e che non viene considerata nei conteggi di questo articolo.
Per la McLaren, quarta con 34 successi, fu determinante per l’adozione dei freni Brembo l’insistenza di Ayrton Senna, che li aveva già apprezzati ai tempi della Lotus.
La tecnologia
Questi 900 Gran Premi rappresentano un lungo viaggio, reso possibile dal lavoro di centinaia di persone che, nel corso degli anni, si sono occupate di ricerca e sviluppo in Brembo, dando vita a idee spesso in contrasto con lo status quo e trasformandole in soluzioni frenanti innovative da portare in pista.
Dopo l’esordio nel 1975 con i dischi, Brembo si cimentò nella progettazione e realizzazione delle pinze freno per la Formula 1. E lo fece così efficacemente che, nel giro di soli sei anni, dal 1982 al 1988, introdusse una serie di innovazioni che rivoluzionarono i sistemi frenanti della categoria.
Nel 1980 gli ingegneri Brembo avevano già pronto un prototipo di pinza in alluminio ad attacco radiale, nettamente superiore alle pinze con fissaggio assiale allora in uso, sia in termini di rigidezza sia di usura delle pastiglie. Questa pinza, realizzata tramite due semi pinze fuse unite meccanicamente, debuttò sulle Ferrari nel 1982, anno in cui la Scuderia conquistò il titolo Costruttori, nonostante la tragica scomparsa di Gilles Villeneuve.
Il successo fu immediato, ma Brembo non si fermò. Nel giro di due anni introdusse la pinza in due pezzi lavorata dal pieno, che garantiva un rapporto peso rigidezza ancora migliore. Il debutto avvenne nel 1984 con Ferrari, per poi essere adottata anche da Lotus, Benetton e McLaren.
Poco dopo si avviò lo sviluppo della pinza monoblocco in alluminio, ritenuta all’epoca quasi irrealizzabile. Nonostante le difficoltà tecnologiche, nel 1987 vide la luce la prima pinza monoblocco, che fece il suo debutto in Formula 1 l’anno successivo.
L’innovazione attirò l’interesse di molti team e non a caso, nel biennio 1989 1990, Brembo conquistò l’87,5% dei Gran Premi disputati, una percentuale mai raggiunta prima.
Nel 1992, a Hockenheim, Senna portò al debutto la nuova pinza Brembo a quattro pastiglie, in grado di garantire maggiore mordente.
Negli anni successivi Brembo sperimentò nuove leghe leggere, inclusi compositi a matrice metallica, ideali per aumentare rigidezza ed efficienza, in particolare su tracciati come Monza e Montréal. Nel 1994 arrivò una pinza a otto pistoni e quattro pastiglie, utilizzata fino al 1998, quando il regolamento FIA mise al bando le pinze con più di sei pistoni.
A partire dalla seconda metà degli anni Novanta, alla ricerca sui componenti idraulici si affiancò quella sui materiali d’attrito in carbonio. Dopo innumerevoli test, Brembo avviò un percorso di sviluppo che l’ha portata a diventare oggi leader di riferimento nel settore.
Nel 1997, dopo una serie di test al banco, Ferrari portò dischi e pastiglie a Fiorano per una prova affidata a Michael Schumacher, che ne rimase talmente colpito da volerli utilizzare già nel GP di Monaco. Da quel momento prese il via l’evoluzione continua dei dischi Brembo, con materiali sempre più performanti e ventilazioni sempre più sofisticate, sviluppate anche grazie alla fluidodinamica computazionale (CFD).
Negli ultimi vent’anni l’evoluzione più evidente ha riguardato proprio la ventilazione: il numero dei fori è cresciuto progressivamente, mentre la loro dimensione si è ridotta. In soli quattro anni, dal 2002 al 2006, si passò da 30 a 168 fori; nel 2012 si arrivò a 768, fino a superare quota 1.440 nel 2021, prima dell’ultimo cambio regolamentare.
Verso la fine degli anni Duemila furono introdotte due ulteriori innovazioni: il materiale CER e il sistema di accoppiamento spline, che migliorarono conducibilità termica, resistenza e durata dei dischi.
Oggi Brembo dispone di uno stabilimento dedicato alla produzione dei componenti in carbonio per il motorsport — Formula 1, MotoGP, WEC e Formula E — e ha continuato a evolvere le pinze, personalizzandole per ogni team.
Nel 2014 ha introdotto il proprio Brake by Wire, mentre con il regolamento 2026, che consente fino a otto pistoni per pinza e tre punti di fissaggio, si è aperta una nuova stagione di creatività progettuale.
Molte di queste tecnologie Brembo è riuscita a trasferirle dalla pista alla strada, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza di milioni di automobilisti.
Chi avrebbe mai immaginato, nel 1975, che i freni Brembo avrebbero disputato 900 Gran Premi, arrivando a vincerne 539?