Ultimo round per la Formula 1 prima della sosta estiva di quasi un mese. Per l’Hungaroring sarà il 41° GP, valore con cui eguaglierà il Nurburgring al 7° posto delle piste più utilizzate nel Campionato del Mondo.
Quest’anno ricorre il 40° anniversario del primo GP disputato in Ungheria, nel 1986, nonché il primo oltre la Cortina di ferro: in quell’occasione gli spettatori furono duecentomila, provenienti da tutta l’Europa dell’Est.
I dati del GP
Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, l’Hungaroring, lungo 4.381 metri, rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5ha ottenuto un indice di difficoltà di 4 perché i freni sono utilizzati per il 22 per cento della gara: ogni giro i piloti se ne servono in 8 curve, per un totale di 16,7 secondi. Tre frenate sono classificate come Hard, una Medium e quattro Light.
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La curva più dura
Dalle simulazioni effettuate la curva più impegnativa dell’Hungaroring per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo: le monoposto arrivano a 332 km/h e scendono a 99 km/h in 3,58 secondi durante i quali percorrono 172 metri. I piloti sono soggetti a 4 g di decelerazione ed esercitano un carico di 119 kg sul pedale del freno. La potenza frenante è di 1.760 kW.
Mezzo G in meno
Rispetto al GP Ungheria 2025, per effetto delle caratteristiche delle monoposto 2026 le frenate sono meno intense. Alla curva 2 un anno fa le auto perdevano 160 km/h in 2,59 secondi in cui percorrevano 122 metri mentre quest’anno dovrebbero perdere 156 km/h in 2,85 secondi, avanzando nel frattempo di 143 metri. La decelerazione subita dai piloti calerà da 4,2 g a 3,7 g e minore sarà anche lo sforzo sul pedale del freno: da 144 kg a 110 kg.
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L'aggancio
Venticinque anni fa in Ungheria Michael Schumacher completò l’aggancio ad Alain Prost in testa alla classifica dei plurivittoriosi in Formula 1, con 51 successi: dopo aver conquistato la pole con 8 decimi di vantaggio, il tedesco vinse il GP Ungheria 2001 con 3 secondi di margine. Oltre ad eguagliare il record del francese, Schumacher conquistò anche il suo 2° titolo iridato con la Ferrari, il 4° in Formula 1, tutti utilizzando i freni Brembo, sempre prediligendo un pedale dalla corsa molto corta e reattiva.
La revisione
La sosta estiva rappresenta la finestra più favorevole del calendario per la revisione delle pinze freno presso Brembo. Pur rientrando regolarmente durante la stagione per le attività di manutenzione programmata, in questo periodo i team possono pianificare gli interventi senza i tempi serrati imposti dalla successione dei Gran Premi.
Ogni pinza viene interamente smontata da tecnici specializzati, che sostituiscono tutti i componenti soggetti a usura, come gli elementi di tenuta, prima del successivo riassemblaggio. Al termine del processo, ogni pinza affronta un rigoroso ciclo di controlli qualità: dalle verifiche dimensionali con macchine di misura tridimensionali, capaci di rilevare scostamenti fino a 0,02 mm, alle prove funzionali, fino all'ispezione finale effettuata da personale altamente qualificato. Solo dopo aver superato tutte le verifiche previste, il componente viene certificato per essere nuovamente impiegato in Formula 1.