La Formula 1 riparte dopo la tradizionale sosta di agosto e lo fa in casa di Max Verstappen che si sta avviando a vincere il quarto Mondiale di fila. 

La sua ascesa ha portato al rilancio di Zandvoort, riaperto il 4 marzo 2020 con il “Legendary Lap” del beniamino locale al volante della RB07. Quell’anno, causa Covid-19, non si gareggiò e si dovette attendere il 2021 per il ritorno di un Gran Premio a Zandvoort.

I dati del GP

Secondo i tecnici Brembo il Circuit Zanvoort da 4.259 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 2 malgrado la presenza di 9 frenate al giro. Soltanto 2 sono però della categoria Hard e una Medium: per tutte le altre la decelerazione non raggiunge nemmeno i 3 g e il carico sul pedale del freno resta sotto i 90 kg.

La curva più dura

La curva più dura del Circuit Zandvoort per l’impianto frenante è la 1, soprannominata Tarzan: pare fosse il nickname del proprietario del terreno che si convinse a cederlo solo in cambio del battesimo della curva a suo nome. Le monoposto vi arrivano a 308 km/h e scendono a 122 km/h in 2,25 secondi durante i quali percorrono 116 metri. Lo sforzo richiesto ai piloti è di 4,5 g e il carico che esercitano sul pedale del freno è di 136 kg. La potenza frenante è invece di 2.303 kW.

C'è carbonio e carbonio

Le monoposto di Formula 1 utilizzano da quattro decenni i dischi in carbonio: nessun altro elemento offre, infatti, quella combinazione di leggerezza, elevata conducibilità termica e assenza di dilatazioni in temperatura che contraddistingue il carbonio. Tali caratteristiche si traducono in un elevato coefficiente d’attrito, nella stabilità e costanza delle prestazioni e nella dissipazione del calore in un tempo limitato.


Per le supercar stradali Brembo realizza invece i dischi in carbonio-ceramico. Rispetto ai dischi in carbonio, quelli in carbonio ceramico presentano una matrice di  carburo di silicio e silicio metallico,  rinforzato con fibra di carbonio. Questa combinazione assicura l’elevata conducibilità termica e il massimo potere frenante tipici del carbonio, ma anche la durata e la versatilità caratteristici del carbonio ceramico. Due benefici al prezzo di uno.

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La rimonta di Renè

In 34 edizioni del GP Paesi Bassi, solo Jim Clark e Max Verstappen sono riusciti ad aggiudicarsi 3 edizioni di fila, lo scozzese dal 1963 al 1965, il beniamino di casa dal 2021 al 2023. 

Verstappen ottenne pure 3 pole consecutive, anche se le prime 2 con vantaggi risicati: 38 millesimi nel 2021, 21 millesimi l’anno dopo. 

Nei 3 GP in questione il pilota olandese è stato in testa per complessivi 183 giri sui 216 giri totali disputati, a dimostrazione di un dominio inequivocabile, a cui hanno contribuito le pinze monoblocco Brembo progettate specificamente per rendere al meglio sulla sua Red Bull.

Il genio olandese

I Paesi Bassi hanno regalato all’umanità molti geni, ma nessuno ha raggiunto la fama di Vincent van Gogh. Le sue mostre continuano ad attirare folle di visitatori e almeno 8 dei suoi capolavori sono andati all’asta per oltre 50 milioni di euro ciascuno. Tra le sue opere, una delle più riconoscibili è i Girasoli, serie oggi divisa tra musei olandesi, svizzeri e statunitensi. Numerosi sono anche i falsi d’autore, un po’ come accade per i freni Brembo: molti li desiderano ma non tutti sono in grado di distinguere i falsi ed è per questo che è stata sviluppata un’app per verificare l’originalità dei componenti frenanti.