Quattordicesimo round stagionale per la Formula 1, il secondo del 2026 in Spagna: a metà giugno si era disputato il GP Barcelona-Catalunya, ora è la volta del GP Spagna.
Già nel 1994 e nel 1997 si era gareggiato 2 volte in Spagna ma in quelle due occasioni il GP Spagna era affiancato dal GP Europa a Jerez. I 55 GP Spagna già disputati sono andati in scena su 5 tracciati differenti, ma dal 1991 si è sempre corso a Barcellona.
I dati del GP
Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, il Madring da 5.416 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4 per la presenza di 8 frenate al giro per complessivi 14,2 secondi. Cinque staccate sono della categoria Hard, due Medium e la restante è Light.
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La curva più dura
Dalle simulazioni effettuate la curva più dura del Madring per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo. Le monoposto vi arrivano a 294 km/h e scendono a 137 km/h in 1,8 secondi durante i quali percorrono 99 metri. I piloti di Formula 1 esercitano un carico di 135 kg sul pedale del freno e sono soggetti ad una decelerazione di 4,3 g. La potenza frenante è invece di 1.782 kW.
Il confronto con Barcellona
Al GP Barcelona-Catalunya invece le frenate sono solo 5 al giro e i freni vengono impiegati per nemmeno 11 secondi e mezzo. Tuttavia essendo la pista catalana di appena 4.657 metri, la percentuale di utilizzo dei freni è del 16 per cento, superiore al 15 per cento del Madring. La pista della capitale spagnola però comporta un maggiore sforzo per le gambe dei piloti: dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascuno esercita un carico sul pedale del freno di 40,3 tonnellate, a fronte delle 25,7 tonnellate del Circuit de Barcelona-Catalunya.
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Il poker Brembo
Le monoposto con componenti frenanti Brembo hanno vinto almeno una volta su 4 piste spagnole: il primo successo a Jarama fu ottenuto nel 1981 da Gilles Villeneuve con la Ferrari e il primo a Jerez da Ayrton Senna nel 1986 con la Lotus. Michael Schumacher fu invece artefice nel 1995 con la Benetton della prima vittoria a Barcellona mentre nel 2008 fu la volta di Felipe Massa a Valencia, anch’egli su Ferrari.
I dischi freno
Quest’anno i team di Formula 1 si servono di dischi Brembo in carbonio da 330 mm di diametro e 1.440 fori di ventilazione da 2,5 mm l’uno, anche se il regolamento permette di arrivare fino a 345 mm di diametro. Alcuni team utilizzano ancora i dischi da 32 mm di spessore, in uso negli anni passati, mentre altri sono passati a quelli da 34 mm. Per effetto delle maggiori dimensioni il loro peso unitario è passato da 1,75 kg a 2 kg.