Assegnato il titolo di campione del mondo ad Andrea Kimi Antonelli, la Formula 1 prosegue la stagione in Brasile dove ha debuttato nel 1973.

In totale il Paese più vasto del SudAmerica ha ospitato 52 GP: 10 all’Autodromo do Rio de Janeiro che non viene però più impiegato dal 1989 e 42 all’Autodromo José Carlos Pace, il 6° impianto del Mondiale per numero di GP ospitati.

I dati del GP

Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, l’Autodromo José Carlos Pace da 4.309 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 2 anche se in un giro i freni sono utilizzati per oltre 14 secondi, pari al 20 % della durata della gara. Le frenate sono 6 ogni giro, 2 Hard, una Medium e 3 Light. 

La curva più dura

Dalle simulazioni effettuate la curva più dura dell’Autodromo José Carlos Pace per l’impianto frenante è la prima: le monoposto vi arrivano a 312 km/h e scendono a 115 km/h in 2,93 secondi durante i quali percorrono 156 metri. Lo sforzo richiesto ai piloti è di 3,7 g e il carico che esercitano sul pedale del freno è di 104 kg, con una potenza frenante di 1.538 kW.

60kg in meno

Rispetto al GP São Paulo 2025, per effetto delle peculiarità delle attuali monoposto lo sforzo richiesto a piloti e freni è inferiore. Alla curva 12 un anno fa i piloti erano soggetti a 4,7 g di decelerazione ed esercitavano un carico di 148 kg sul pedale del freno, mentre quest’anno questi valori dovrebbero essere rispettivamente di 3 g e 89 kg. Si dovrebbe allungare anche lo spazio di frenata in quel punto, da 84 metri a 98 metri, così come aumenterà il tempo di frenata, da 1,73 secondi a 2,01 secondi. 

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L'impresa di Ayrton

Quello che un tempo era noto come GP Brasile è stato teatro di alcuni dei GP più leggendari della F1. Memorabile quello di 35 anni fa, protagonista Ayrton Senna con la McLaren dotata dei freni Brembo che aveva preteso dopo averli saggiati con la Lotus: Senna era in fuga quando perse diverse marce, tanto che gli ultimi 10 giri gli funzionava solo la sesta. Pur non disponendo più del freno motore, Ayrton non si diede per vinto e con un sapiente uso dei freni, costretti ad uno sforzo extra, riuscì a conquistare il successo, il suo primo in patria. 

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Massima personalizzazione

Realizzate in alluminio, le pinze attuali di Formula 1 si differenziano l’una dall’altra per il disegno e le caratteristiche strutturali. Brembo produce pinze personalizzate per ciascuna monoposto, definendo con i progettisti di ogni team le soluzioni di ventilazione e rigidità preferite. Alcune squadre per migliorare il cooling richiedono alette di ventilazione sul corpo esterno, altre preferiscono pin più stretti ma più profondi e altre ancora optano per degli scarichi che incrementano la superficie a contatto con l’aria per aumentare lo scambio termico. 

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