Il mese di ottobre si apre con il GP Bahrain che a seguito dell’accordo tra i due governi, la Fia e la Formula 1 ha luogo in Malesia. 

Situato ad una cinquantina di chilometri a sud di Kuala Lumpur, il Sepang International Circuit fu disegnato da Hermann Tilke e venne inaugurato il 9 marzo 1999 dopo soli 14 mesi dall’inizio dei lavori. Con quello di quest’anno saranno 20 i GP F1 ospitati dalla pista malese.

I dati del GP

Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, il Sepang International Circuit da 5.479 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3 perché i freni sono utilizzati 6 volte al giro per complessivi 13,2 secondi: 3 frenate sono della categoria Hard, una Medium e 2 Light. In 5 di queste curve la decelerazione è di almeno 3 g.

La curva più dura

Dalle simulazioni effettuate la curva più dura del Sepang International Circuit per l’impianto frenante è la 15, l’ultima prima del traguardo. Le monoposto vi arrivano a 307 km/h e scendono a 93 km/h in 2,58 secondi durante i quali percorrono 121 metri. I piloti di Formula 1 esercitano un carico di 189 kg sul pedale del freno e sono soggetti ad una decelerazione di 4,7 g. La potenza frenante è invece di 2.177 kW.            

Attenti al nome

La storia della Formula 1 è ricca di GP disputati in Paesi differenti dal nome che portano, a partire dal GP San Marino che è andato in scena 26 volte ad Imola, in Italia. Due sono invece le edizioni del GP Lussemburgo, disputato al Nurburgring, in Germania. Ci sono poi i GP Europa corsi a Baku (Azerbaigian), Valencia e Jerez (Spagna), Donington e Brands Hatch (Inghilterra) e Nurburgring. Lo stesso accade spesso per alcune supercar: le pinze vengono brandizzate con il nome del Costruttore pur essendo progettate e prodotte da Brembo.

Il primo tris

Solamente all’11° GP disputato al Sepang International Circuit, nel 2009, un pilota realizzò la tripletta pole-vittoria-giro veloce in gara. L’artefice fu Jenson Button con la Brawn GP dotata di freni Brembo. Quell’anno i nuovi regolamenti portarono all’introduzione del Kers e alla riduzione del carico aerodinamico, mentre aumentò l’aderenza meccanica grazie al ritorno delle gomme slick. Di conseguenza il carico sull’asse anteriore del veicolo aumentò del 5 per cento raggiungendo una quota oscillante tra il 60 e il 65 per cento.

Le giuste contromosse

Nel 2009 Brembo rese più gestibile l’impianto frenante, progettando pinze del freno posteriori più leggere e compatte rispetto all’anno precedente. Inoltre gli ingegneri Brembo ridefinirono le specifiche dei materiali d’attrito per rendere l’assale posteriore meno sensibile alle variazioni di coppia e temperatura. Si dimostrarono scelte azzeccate perché quell’anno i freni Brembo si aggiudicarono 15 dei 17 GP: l’esordiente Brawn GP ne conquistò 9, oltre al Mondiale con Jenson Button, mentre la Red Bull fu vicecampione con 6 successi.