A Monaco 12 frenate al giro per la F.1

24/05/2023

 Ottant’anni ma non li dimostra. Quest’anno il GP Monaco festeggia la sua ottantesima edizione, anche se la prima risale addirittura al 1929.

Ottant’anni ma non li dimostra. Quest’anno il GP Monaco festeggia la sua ottantesima edizione, anche se la prima risale addirittura al 1929. Secondo i tecnici Brembo il Circuit de Monaco rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico alle ultime due piste su cui si è corso.  


Il circuito, che si snoda per le strade del Principato, è caratterizzato da alto carico aerodinamico e elevate percentuali di tempo speso in frenata. Oltre tutto nelle scorse settimane sono state riasfaltate diverse sezioni della pista, incluso il tunnel Louis II, impiegando in tutto 15.000 mq di asfalto. Ciò potrebbe accrescere le temperature di pinze e fluido freni, essendo maggiore la potenza frenante scaricabile a terra. ​



​​ ​​

 

F.1 vs Formula E: gemelli diversi ​​

​​


 

Tre settimane fa, su questo tracciato, ha gareggiato la Formula E: in qualifica i migliori sono riusciti a completare dei giri sotto il minuto e 29 secondi, un discreto passo ma superiore di 19 secondi alla Formula 1. D’altro canto la potenza, la massa e i pneumatici sono differenti, così come l’impianto frenante, nonostante l’adozione da parte di entrambe le categorie dei dischi in carbonio.

I dischi Brembo per la Formula 1 presentano infatti un diametro di 328 mm per l’anteriore e di 280 mm al posteriore, a fronte dei dischi della Formula E di 258 mm per l’anteriore e di 228 mm per il posteriore realizzato in acciaio e presente solo per ragioni di sicurezza. Persino maggiori le differenze di spessore: 32 mm per la categoria regina, da 18 mm all’anteriore a 4 mm per il posteriore per quanto riguarda la serie elettrica. Impressionante infine il confronto sulla ventilazione: oltre mille fori a disco per la Formula 1, mentre per la Formula E i dischi sono pieni e non ventilati.


 


Il 100 come barriera per spazi e carico


Il Circuit de Monaco è la pista più corta del Mondiale, con i suoi 3.337 metri, eppure ogni giro i piloti ricorrono ai freni 12 volte, lo stesso numero di Baku che però è lungo oltre 6 km, per un totale di 18 secondi. La mancanza di lunghi rettilinei nel Principato impedisce di superare i 300 km/h e di conseguenza anche gli spazi di frenata sono tutti inferiori ai 100 metri.

I carichi sul pedale sono invece molto differenti tra di loro perché in alcuni punti i piloti esercitano una sessantina di kg, in altri un centinaio e in altri ancora superano i 140 kg. Dalla partenza alla bandiera a scacchi il carico complessivo sul pedale del freno è di 97 tonnellate a pilota, uno sforzo notevole, inferiore solo al GP Singapore.  



​​​ ​




 


Attenzione al tunnel​ ​​​​


Delle 12 frenate del Circuit de Monaco 2 sono considerate altamente impegnative per i freni, 4 sono di media difficoltà e le restanti 6 sono light.

La più dura per l’impianto frenante è quella all’uscita dal tunnel, alla curva 10: le monoposto vi arrivano a 283 km/h e scendono a 85 km/h in soli 96 metri.

Per riuscirci i piloti frenano per 2,18 secondi esercitando un carico di 142 kg sul pedale del freno ed affrontando una decelerazione di 4,7 g.


 

E nei videogiochi?​ ​


Per non sbagliare l’esecuzione della frenata alla curva 10 non bisogna spostarsi bruscamente sul lato destro alla fine del tunnel perché si rischia di colpire il guard-rail.

La frenata va iniziata quando si raggiungono le piante poste sul muro di destra.

Una volta sotto i 120 km/h si può sterzare all’interno, senza esagerare per non perdere troppa velocità alla chicane. La doppia curva va affrontata tutta in seconda marcia. ​

 

 

​​​​​

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​