Brembo svela il round 7 del Mondiale Superbike a Misano Adriatico

12/06/2017

 Ai raggi X l’impegno dei sistemi frenanti delle Ducati di Davies e Melandri e delle Kawasaki di Rea e Sykes



Dopo l’appuntamento di Donington Park, il Campionato del Mondo Superbike torna in Italia per il giro di boa della stagione: dal 16 al 18 giugno il Misano World Circuit Marco Simoncelli ospita il 7° Round del Mondiale.

Situato ad un paio di chilometri dal Mare Adriatico, nella via intitolata a Daijiro Kato, il tracciato festeggia quest’anno il 45° anniversario di attività. Nel corso degli anni la pista ha subito diverse modifiche fino ad arrivare nel 2008 alla configurazione attuale da 4.226 metri.

Nonostante la presenza di 16 curve, le frenate sono solo 8 perché diversi cambi di direzione vengono affrontati senza fare ricorso ai freni. La pista italiana è una delle poche del Mondiale priva di decelerazioni di 1,4 g e 1,5 g. Il rischio di surriscaldamento degli impianti è quindi minimo.

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con 17 piloti del Mondiale Superbike, il Misano World Circuit Marco Simoncelli è un circuito mediamente impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico alle piste che ospiteranno i prossimi tre Round, cioè Laguna seca Lausitzring e Portimao. 

 

 

 
 

L’impegno dei freni durante il GP

Le 8 frenate per giro comportano un impiego dei freni di poco meno di 29 secondi, per una percentuale del 30 per cento dell’intera durata della gara.
La percentuale è identica alla pista di Imola in cui però i freni sono usati per quasi 32 secondi e mezzo al giro. Imola però vanta anche 700 metri in più di lunghezza rispetto alla pista di Misano.
Le due piste italiane hanno in comune una frenata di 48 metri e poco altro.
A Misano gli spazi di frenata delle curve più insidiose sono infatti decisamente più ampi: 251, 224 e 197 metri mentre ad Imola in nessun caso le frenate si protraggono oltre 188 metri.
La media delle decelerazione massime è di 1,06 g, il valore più basso della prima parte di stagione, insieme a Phillip Island.
Ad abbassare questo valore ha contribuito un terzetto di curve con 1,1 g di decelerazione e un altro paio con 1 g.
Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera gli 810 kg, equivalenti al peso di circa 140 sdraio da spiaggia.


 

Le frenate più impegnative

Delle 8 frenate del Misano World Circuit Marco Simoncelli una è considerata altamente impegnativa per i freni, 6 sono di media difficoltà e un’altra è light.
La più impegnativa in assoluto è la curva 8 perché le due curve precedenti vengono affrontate senza usare i freni e così le Superbike riescono a guadagnare velocità.

Alla staccata della curva 8 i piloti si presentano a 270 km/h e per passare in meno di 5 secondi (4,9 per la precisione) a 79 km/h frenano per 224 metri con un carico sulla leva di 5,3 kg.
In quel punto la pressione del liquido Brembo nell’impianto frenante tocca gli 11,4 bar mentre arriva a 11,6 bar alla curva 10: le Superbike frenano per 4,6 secondi per scendere da 228 km/h a 68 km/h. Con i freni tirati le moto percorrono 175 metri, equivalenti a 57 moto d’acqua messe in fila una dietro l’altra.

In assoluto, però, la frenata che richiede più spazio è quella della prima curva: servono infatti 251 metri alle Superbike per rallentare da 256 km/h a 116 km/h.
La decelerazione massima però non supera gli 1,1 g e il carico sulla leva esercitato dai piloti è di 4,9 kg.

 

 

Prestazioni Brembo

A Misano le moto con freni Brembo sono imbattute dal 2010: da allora la Kawasaki ha vinto 6 volte, l’Aprilia 4 e la Ducati 2, tutte utilizzando freni Brembo. L’ultimo pilota italiano a vincere su questa pista è stato Max Biaggi nel 2012 con l’Aprilia. Chaz Davies invece non è mai salito sul gradino più alto del podio a Misano.


 

 

 

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