Quattro frenate da paura a Nevers Magny-Cours per le Superbike che devono anche prestare attenzione alla pioggia

22/09/2017

Trenta vittorie su 30 gare per Brembo sul tracciato francese

Terz’ultimo appuntamento della stagione per il Campionato del Mondo Superbike, dal 29 settembre al 1° ottobre al Circuit de Nevers Magny-Cours, in Francia. Situato nella regione della Bourgogne Franche-Comté, può accogliere sulle sue 14 tribune la bellezza di 139.112 spettatori.

Il circuito ha ospitato la Formula 1 dal 1991 al 2008 e la classe 500 nel 1992. La Superbike vi ha esordito nel 1991 e vi è tornata nel 2003, facendovi tappa da allora tutti gli anni. In segno di omaggio ad altre storiche piste, alcune curve di Magny-Cours portano i nomi di questi tracciati.

La pista alterna curvoni veloci in cui i freni sono utilizzati pochissimo a frenate di grande intensità che mettono a dura prova l’impianto frenante: in due punti la velocità di ingresso curva è inferiore ai 60 km/e in un altro paio non supera gli 80 km/h. La pioggia e le basse temperature che lo contraddistinguono potrebbero creare problemi agli impianti frenanti, impedendo di raggiungere la temperatura minima di esercizio: nel 2015 Gara1 si disputò sotto la pioggia con 11 gradi di temperatura mentre Gara2, pur sull’asciutto, si corse con 14 gradi. L’anno scorso Gara1 si è corsa con la pioggia e Gara2 sull’asciutto ma con soli 18 gradi.

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con 17 piloti del Mondiale Superbike, il Circuit de Nevers Magny-Cours è un circuito impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4, identico alle piste spagnole di Jerez ed Aragon.


 
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L’impegno dei freni durante il GP

Pur essendoci 17 curve, ogni giro i piloti del Mondiale Superbike utilizzano i freni 9 volte per un totale di 27 secondi e mezzo, equivalente al 25 per cento del tempo di percorrenza di un giro. Solo Phillip Island con il 22 per cento presenta un valore più basso.

Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore è di circa 860 kg: uno sforzo non da poco in caso di pioggia perché questa abbassa la temperatura corporea dei piloti.


 

Le frenate più impegnative

Delle 9 frenate del Circuit de Nevers Magny-Cours ben 4 sono considerate altamente impegnative per i freni, 4 sono di media difficoltà e la restante è light.

La più impegnativa in assoluto è la curva Adelaide (curva 5) in cui si registra un gap di velocità di quasi 250 km/h: le Superbike vi arrivano a 292 km/h e rallentano fino a 50 km/h in 5,5 secondi durante i quali percorrono 224 metri. I piloti esercitano un carico sulla leva del freno di 5,5 kg e sono soggetti ad una decelerazione di 1,5 g. Il liquido freno Brembo HTC 64T raggiunge invece una pressione di 11,7 bar.

La pressione è invece di 12,2 bar alla curva 11 nonostante una diminuzione di velocità inferiore, da 252 km/h a 142 km/h. La frenata in questo punto si protrae solo per 2,9 secondi e 145 metri. Notevole anche il carico sulla leva di 5,7 kg.

Impegnativa per pilota e impianto frenante anche la curva Nürburgring (curva 6): da 249 km/h a 142 km/h con 1,5 g di decelerazione e 11,1 bar di pressione del liquido freno. La frenata dura però appena 2,6 secondi, necessari comunque a percorrere 137 metri.Non va dimenticata la frenata alla curva Lycéee (curva 15) che con i suoi 4,3 secondi e 170 metri è la seconda della pista relativamente a queste voci. Presenta invece valori più bassi per la decelerazione (1,3 g), il carico sulla leva (5 kg) e la pressione del liquido freni (10,8 bar).

 

 

Prestazioni Brembo

Le moto con freni Brembo hanno vinto tutte le 30 gare del Mondiale Superbike disputate al Circuit de Nevers Magny-Cours. Un risultato incredibile perché ottenuto da moto di 6 marche differenti: 15 vittorie Ducati, 5 Kawasaki, 4 Yamaha, 3 Aprilia, 2 Honda e 1 Suzuki. Tra i piloti il più vincente è il giapponese Noriyuki Haga con 5 successi mentre Tom Sykes ha trionfato 3 volte. Due successi ciascuno per Jonathan Rea e Chaz Davies, uno per Marco Melandri.


 

 

 

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